Home Personale Permesso formazione per i docenti, è un diritto e non una concessione

Permesso formazione per i docenti, è un diritto e non una concessione

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Un docente supplente da GPS, con contratto a tempo determinato fino al 30 giugno 2022, ci chiede se è legittimo che il suo dirigente scolastico abbia rifiutato di accettare la sua domanda di permesso per la partecipazione a un corso di formazione.

Norma sul diritto alla formazione

Gli insegnanti, così è scritto nell’art.64, comma 5 del CCNL scuola 2006/2009, hanno diritto alla fruizione di cinque giorni nel corso dell’anno scolastico per la partecipazione a iniziative di formazione con l’esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici. A tali iniziative di formazione, e con le medesime modalità, hanno diritto a partecipare anche gli insegnanti di strumento musicale e di materie artistiche mediante partecipazione ad attività musicali ed artistiche.

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Per la norma contrattuale suddetta, il dirigente scolastico non può negare la richiesta del docente che vuole fruire dei permessi per partecipare a corsi di formazione.

Formazione spetta pure ai docenti precari

I 5 giorni di permesso retribuito per la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti, ai sensi dell’art.64, comma 5, del CCNL scuola 2006/2009, spettano a tutto il personale docente in servizio a prescindere dalla tipologia di contratto che hanno sottoscritto. In buona sostanza anche il docente supplente, incaricato da GPS fino al termine delle attività didattiche, ha diritto a fruire del permesso retribuito per la formazione.