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Personale Ata, la promessa di Conte è difficile da realizzare: più soldi e passaggi di profilo rimangono sulla carta

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Quando si parla di personale Ata, da tempo il Miur sembra alzare un muro. I tagli progressivi degli ultimi anni, iniziati con il dimensionamento della Legge Berlusconi-Gelmini, l’impossibilità di sostituirli per brevi periodi di assenza del titolare, gli stipendi più bassi della PA, le difficoltà di fare “carriera”, sono dei punti oscuri per delle professionalità determinanti per l’organizzazione, la didattica, la sorveglianza e la pulizia delle scuole.

La promessa strappata…

I sindacati lo hanno spiegato più volte. E all’alba dello scorso 24 aprile hanno strappato al premier Giuseppe Conte, nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi organizzato dallo stesso presidente del Consiglio per scongiurare lo sciopero indetto per la metà di maggio, non solo un impegno del Governo per garantire gli aumenti di stipendi e la stabilizzazione dei precari storici, ma anche per valorizzare tutto il personale ATA, compresi gli oltre mille assistenti amministrativi che in questi anni hanno svolto le funzioni di Dsga in cambio di cifre irrisorie.
Sull’intesa di fine aprile, il 20 giugno si è svolto un incontro al Miur, alla presenza dei rappresentanti dei tre sindacati Confederali, di Snals e Gilda: sui facenti funzione Dsga, come già scritto, il Miur avrebbe da subito messo le mani avanti parlando di “molteplici difficoltà di carattere normativo e giuridico a individuare procedure riservate per accedere al profilo di Dsga da parte degli assistenti amministrativi sprovvisti di titolo di studio specifico”.

Il progetto Pittoni per chi ha svolto 24 mesi

Nel frattempo, apprendiamo dal senatore della Lega Mario Pittoni che sta per essere presentata alle commissioni parlamentari una proposta per assegnare agli assistenti amministrativi facenti funzione Dsga la metà dei posti vacanti (l’altra metà andrebbe al concorso ordinario, anche se ad oggi la procedura in corso, bandita per 2.004 posti, basterebbe a colmare i vuoti: il concorso riservato di Pittoni (basato su titoli, test d’ammissione e formazione finale), raccoglierebbe un’ampia platea di facenti funzione, visto che per accedere basteranno solo 24 mesi svolti negli ultimi 19 anni nel ruolo superiore.

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L’idea del senatore leghista supererebbe anche quella dei sindacati, i quali nell’incontro tenuto al Miur hanno chiesto di realizzare un percorso riservato per gli amministrativi facenti funzione, al fine di “permettere a tutti coloro che hanno i requisiti delle 3 annualità di accedere ad una procedura riservata”.

“Più attenzione per tutti gli Ata”

Nel corso dell’incontro a Viale Trastevere, si è parlato anche della valorizzazione professionale degli altri lavoratori Ata: in particolare, i sindacati rappresentativi hanno chiesto di rendere effettivi i passaggi di profilo, tramite mobilità professionale, e l’attivazione delle posizioni economiche.

Su questi aspetti, il Miur ha preso tempo, chiedendo agli stessi sindacati l’invio di una proposta puntuale, da discutere entro i prossimi giorni in un nuovo incontro.

Anche l’Aran è stata informata

Di incrementare organici e stipendi, adeguare i profili, fermi a oltre 40 anni fa, inserire nuove figure professionali, favorire la mobilità interna ed intercompartimentale, abbattere le discriminazioni tra personale di ruolo e precario, ha parlato anche la delegazione Anief che sempre il 20 giugno si è recata all’Aran per chiedere una soluzione su vari aspetti critici della professionalità del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, avendo riscontrato la necessità, ormai improcrastinabile, di una revisione concreta dell’ordinamento professionale con un’efficace innovazione dei contenuti stessi dei vari profili”.