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Precari, da Bari arriva il calendario 2011

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Vogliamo una scuola in sana e robusta costituzione”: è la scritta stampata sulla prima pagina del calendario del 2011 realizzato dal Coordinamento precari scuola e della Rete docenti precari di Bari per finanziare le prossime mobilitazioni contro la politica dei tagli al comparto – oltre 60mila posti cancellati – attuata in modo corposo nell’ultimo biennio da parte del Governo. Un modo per anche alta l’attenzione dell’opinione pubblica sulla terza ‘porzione’ di tagli prevista dalla Legge 133/08 – quasi 20.000 cattedre e 15.000 posti riconducibili ad amministrativi, tecnici ed ausiliari – prevista per la prossima estate. Una sforbiciata che sommata ai 60.000 posti già spazzati via renderà ridurrà al lumicino le possibilità di sottoscrivere una supplenza per moltissimi precari.
I quali, ancora una volta, hanno dimostrato di non scarseggiare sul fronte della fantasia: hanno realizzato un calendario costituito da una immagine dell’Italia in cui sono inserite le foto di alcune manifestazioni di protesta che si sono tenute nel 2010. “L’intenzione – hanno spiegato dopo Natale in una conferenza stampa tenuta a Bari – è unire in un abbraccio ideale i precari di tutto il Paese e contestare una politica che sta distruggendo la scuola pubblica ed il futuro dei lavoratori della scuola, degli studenti e delle loro famiglie”. I proventi dell’iniziativa serviranno a finanziare le prossime iniziative di lotta rese necessarie dalla totale mancanza di risposte da parte di un Governo che si regge in piedi solo grazie ad un Parlamento ridotto ad uno squallido mercato delle ‘vacche’“.
Sulle iniziative da intraprendere i precari ancora non hanno trovato un’intesa. Non è facile del resto avviare, soprattutto su scala nazionale e con ambizioni di alta partecipazione, delle iniziative di lotta collocate in pieno inverno e a metà anno scolastico. E’ molto probabile, comunque, che con il ritorno sui banchi, quindi subito dopo la pausa natalizia, spunterà un altro calendario: quello delle manifestazioni da attuare contro il Governo.