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Pubblico impiego, ecco quando scatta il licenziamento lampo

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La nuova riforma della procedura di licenziamento per i dipendenti pubblici, entrata in vigore dallo scorso 5 agosto, porta con sé alcune novità molto importanti.

Fra queste, la più interessante riguarda la procedura di licenziamento quando un dipendente pubblico viene colto in flagranza a commettere illeciti che secondo il T.U.P.I meritano di essere puniti con la sanzione più grave.

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In effetti, il licenziamento lampo pare essere proprio uno degli slogan portati avanti dal Governo nel corso dell’emanazione ed approvazione.

Fra le cause stabilite per il licenziamento lampo abbiamo:

–  assenteismo

–  gravi o reiterate violazioni dei codici di comportamento

–  illeciti dolosi o gravemente colposi

–  insufficiente rendimento

 

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La nuova procedura, tuttavia, prevede che il dipendente colto in flagrante, deve essere sospeso entro le 48 ore successive al fatto rilevato.
A quel punto, può iniziare la procedura disciplinare che si svolge secondo tempi certi e rapidi da parte del dirigente o comunque il responsabile dell’ufficio o struttura, che deve notificare e trasmettere gli atti all’ufficio disciplinare contestualmente al momento in cui si procede con  la sospensione.

A partire da quel momento, l’Ufficio ha 30 giorni di tempo per concludere il procedimento a carico del dipendente sanzionato.
La norma si irrigidisce anche per chi esegue il procedimento, dato che sono previste pesanti sanzioni, con possibile obbligo di risarcimento del danno, a carico dei responsabili che non avviano il procedimento entro le 48 ore di cui sopra o concludono correttamente l’iter disciplinare.

Quindi, per il procedimento disciplinare si va verso una procedura rigida e puntigliosa. I dipendenti pubblici sono avvisati.

Per quanto riguarda nello specifico i lavoratori della scuola, ricordiamo che la riforma chiarisce i poteri del dirigente scolasticola competenza dei dirigenti scolastici per le sanzioni disciplinari, comprese le sospensioni fino a 10 giorni, è espressamente prevista dalla legge con disposizione specifica, come abbiamo riportato in precedenza, in un articolo in cui si spiegava la riforma del procedimento disciplinare grazie ad una nota dell’USR Toscana

 

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