Nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 257 del 5/11/2025, è stata pubblicata la Legge 30 ottobre 2025, n. 164, “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, recante misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026”.
L’art. 1 si intitola “Misure urgenti in materia di esami di Stato ed esami integrativi del secondo ciclo di istruzione”.
La prima novità importante è che si tornerà a parlare di esame di maturità.
L’esame non sarà più solo un momento di verifica sommativa, ma assumerà una funzione orientativa, aiutando gli studenti a compiere scelte informate sul futuro percorso di studi o sull’ingresso nel mondo professionale.
In aggiunta alla verifica dei livelli di apprendimento conseguiti, l’esame dovrà valutare aspetti più ampi della crescita dello studente, quali:
Il nuovo esame di maturità include ufficialmente nella valutazione finale specifiche componenti del percorso dello studente che in precedenza avevano un ruolo meno definito:
Viene esplicitamente prevista l’obbligatorietà di svolgimento di tutte le prove affinché l’esame sia considerato validamente sostenuto dal candidato.
Entro gennaio, un Decreto Ministeriale stabilirà le discipline oggetto della seconda prova scritta (scelte tra le materie caratterizzanti) e definirà l’eventuale terza prova scritta per specifici indirizzi. Saranno inoltre individuate le quattro discipline sulle quali si svolgerà il colloquio (prova orale).
Una variazione significativa (introdotta in fase di conversione del D.L.) riguarda la possibilità, per la Commissione, di integrare il punteggio finale con un massimo di 3 punti, a condizione che il candidato abbia già raggiunto almeno 90/100 (prima era 97/100).
Gli studenti della scuola secondaria di II grado che riportano una valutazione di 6/10 nel comportamento, e il cui giudizio è sospeso, dovranno preparare un elaborato critico focalizzato sulla cittadinanza attiva e solidale. Questo elaborato verrà poi discusso in sede di accertamento delle carenze formative.
I risultati delle prove INVALSI saranno inseriti nel curriculum dello studente in forma descrittiva soltanto dopo lo svolgimento dell’esame di maturità, per sottolinearne la natura di mero valore orientativo.
Le Commissioni d’esame saranno composte da un presidente esterno e due componenti esterni per ogni due classi, affiancati da due componenti interni.
Un’altra novità riguarda la formazione dei docenti nominati come membri delle Commissioni d’esame. A tale scopo sono previsti finanziamenti (3 milioni nel 2026 e 11 milioni a partire dal 2027).
A decorrere dall’anno scolastico 2026/27, l’aver partecipato a tali attività di formazione costituirà un titolo preferenziale per la nomina a Commissario.