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Quando riapriranno le scuole? A settembre, forse. Per Luca Zaia ci sono troppo rischi: alunni popolo di contagiatori

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La riapertura delle scuole è diventato uno dei temi dominanti degli ultimi giorni: su questa testata giornalistica, avevamo scritto che difficilmente si rientrerà prima del mese di maggio; ora, però, viene messo in dubbio che si possa tornare in classe anche a giugno. A dirlo è stato, venerdì 27 marzo, Luca Zaia, il presidente della regione Veneto.

Non mettere a repentaglio la salute dei ragazzi

Forse le scuole non riapriranno più, la vedo dura mettere a repentaglio la salute dei ragazzi e creare un popolo di contagiatori”, ha detto Zaia.

“Dalle nostre statistiche – ha precisato il governatore del Veneto – abbiamo anche ragazzi e adolescenti ricoverati, ce n’è per tutti”. Il riferimento è ai giovani che negli ultimi giorni non si limitano a rientrare tra i contagiai asintomatici.

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Burioni: state tappati in casa

Sulla questione, è esemplare quanto scritto qualche giorno fa dal virologo Roberto Burioni, quando ha replicato su Twitter ad una persona che gli aveva scritto: “capisco il disastro in Lombardia ma non possiamo stare in riva al mare aspettando lo tsunami altrove”. “Guardi bene – ha risposto Burioni -, lo tsunami sta per arrivare quindi stia ben tappato in casa, perché non sono certo che le rianimazioni nel resto dell’Italia siano quelle della Lombardia”.

Stop fino al 3 aprile: in arrivo la proroga

Nelle ultime ore, la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ospite della trasmissione televisiva “La Vita in diretta” in onda su Rai Uno, ha detto che per quanto riguarda la sospensione delle lezioni sicuramente ci sarà una proroga: si andrà oltre la data del 3 aprile, l’obiettivo è garantire che gli studenti ritornino a scuola quando sarà stra-certo e stra-sicuro che possono tornare salute è prioritario”. 

Niente scuola a luglio e agosto

Inoltre, la responsabile del ministero dell’Istruzione ha anche annunciato che fare “didattica a distanza a luglio non hanno alcun fondamento: significherebbe dire che il personale della scuola non sta lavorando e non è così”. 

Siccome “la didattica a distanza funziona come sta funzionando non c’è alcun motivo per andare a luglio o agosto: le strutture scolastiche non sono idonee tra l’altro. Se ci sarà necessità – ha concluso Azzolina – lo si farà in un secondo momento.

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