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01.04.2026

Quattrocento studenti adottano la docente e scrittrice Barbara Bellomo e il suo nuovo romanzo “L’incartatrice di arance”

Due donne, la giovane Rosetta e l’imprenditrice Concetta, che intrecciano il proprio destino nella Catania di inizio Novecento, condividendo gioie, dolori e speranze. Sullo sfondo, la “scoperta” di una nuova varietà d’arance (il “tarocco”) e di un sistema per conservarle, avvolgendole in una velina realizzata in una tipografia tutta al femminile. Sono gli ingredienti principali de L’incartatrice di arance, il nuovo romanzo di Barbara Bellomo edito da Garzanti, in libreria dal 31 marzo.

Un ritorno molto atteso, quello della docente e scrittrice catanese – già ospite di una puntata della nostra trasmissione Logos. Storie e parole del mondo della scuola – che ha destato attenzione anche nel mondo scolastico. L’autrice e la sua opera, infatti, sono state “adottate” da oltre quattrocento studenti di alcuni istituti siciliani, coinvolti in un progetto per la promozione della lettura nell’ambito di “Taobuk”, il festival letterario che si svolgerà nella città di Taormina dal 18 al 22 giugno 2026.

Un’iniziativa pensata per avvicinare i giovani al mondo dei libri, “missione” che Bellomo porta avanti anche come docente. “Credo molto nei progetti di lettura per i ragazzi”, racconta a La Tecnica della Scuola. “Anche come autrice svolgo spesso degli incontri nelle scuole, per raccontare i miei romanzi. Il percorso con ‘Taobuk’, per cui voglio ringraziare Antonella Ferrara e il suo staff, si inserisce in questo solco: farò delle dirette con gli istituti, parlerò con i ragazzi, risponderò alle loro curiosità storiche“.

L’incartatrice di arance, spiega, si presta molto bene al progetto. “Consiglierei questo libro agli studenti, perché ci riporta indietro in un tempo che non conoscono bene“, spiega. “Spesso la storia studiata sui libri scolastici può risultare noiosa; entrarvi attraverso un romanzo è invece un ottimo modo per farla conoscere. Contrariamente a quanto si pensa, i ragazzi amano leggere, specialmente opere contemporanee e letture attuali. Sta ai docenti accompagnarli in questo percorso“.

Un fattore determinante per avvicinare i ragazzi a L’incartatrice, prosegue Bellomo, è che la protagonista Rosetta ha la loro stessa età. “All’epoca, i sedicenni avevano prospettive di vita molto diverse, e scoprire questo può essere utile per un giovane d’oggi”, sottolinea l’autrice. “Specialmente per i ragazzi di Catania, penso che sia molto interessante rivedere la propria città in un’altra epoca. Si tratta di un tuffo nel passato, raccontato con un linguaggio e uno stile contemporanei“.

Un “metodo” narrativo che Bellomo ben conosce, messo in atto anche ne La biblioteca dei fisici scomparsi, suo precedente romanzo. “In alcuni libri ho dato ancora più spazio al dato storico”, spiega. “In questo, invece, la storia è più sfumata ed emotiva. Si entra nel cuore dei ragazzi attraverso le emozioni, quindi proporre libri fortemente emotivi può essere utile”. Non solo a far conoscere la storia, conclude la scrittrice, “ma anche ad avvicinare i giovani alla lettura e alla conoscenza”.

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