Registrati

Prima ora | notizie del 16 luglio

16.07.2026
Aggiornato alle 12:07

Rapporto Invalsi 2026, secondaria di primo grado in affanno sull’italiano: pesa la pandemia. Reggono le superiori

Sono stati presentati oggi alla Camera dei Deputati i dati relativi alle prove Invalsi 2026. Il quadro che emerge per la competenze sull’italiano mostra un’Italia a due velocità, con segnali incoraggianti per i diplomandi e alcune criticità persistenti nei cicli scolastici inferiori.

Per quanto riguarda l’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado (grado 13), i dati indicano un progresso significativo. “Nel 2026 si registra un miglioramento generalizzato rispetto all’anno precedente. A livello nazionale, la quota di chi raggiunge almeno il livello obiettivo passa, infatti, dal 52% del 2025 al 54%, evidenziando una crescita che interessa tutte le macro-aree del Paese”, scrive Invalsi.

Particolarmente positivi sono i risultati nel Mezzogiorno, dove si osserva una fase di recupero. “Nel Sud il valore cresce dal 44% al 47%, mentre nella macro-area del Sud e Isole passa dal 43% al 47%”, si legge nel rapporto. Nonostante il Nord mantenga valori superiori al 60%, la dinamicità delle aree più fragili contribuisce a ridurre le distanze territoriali.

Situazione diversa per le secondarie di secondo grado (grado 10), dove i risultati appaiono stabili. “La quota nazionale di chi raggiunge almeno il livello obiettivo passa dal 62% al 61%, con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese”, scrive Invalsi. Il rapporto sottolinea che, nonostante la crescente complessità della popolazione scolastica nel primo biennio, la soglia di accettabilità rimane costante.

Note meno positive giungono dalla secondaria di primo grado (grado 8) In questo ciclo “la quota nazionale di chi raggiunge almeno il livello obiettivo passa dal 59% al 57%”, si legge nel rapporto. Questa difficoltà è legata al passato scolastico degli studenti: “Una quota rilevante di allievi e allieve che hanno frequentato una parte importante della scuola primaria durante la pandemia fatica a raggiungere livelli adeguati nella comprensione della lettura”, scrive Invalsi. Permane inoltre un divario di circa 10 punti percentuali tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno.

Infine, per la scuola primaria (gradi 2 e 5), la percentuale di alunni che raggiungono il livello base resta costante, ma preoccupa il confronto con il passato. “Rispetto al 2019 si conferma un calo nei risultati medi soprattutto in II primaria”, si legge nel rapporto. Invalsi evidenzia dunque la “necessità di concentrare maggiori sforzi sulla comprensione del testo scritto, percorrendo tutti gli spazi previsti nelle Indicazioni Nazionali”.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate