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Prima ora | notizie del 16 luglio

16.07.2026

Rapporto Invalsi 2026, Valditara entusiasta: “Traguardi insperati, ringrazio la scuola e i docenti italiani”

Oggi, 16 luglio, viene presentato il Rapporto Invalsi 2026 alla Camera dei Deputati, alla presenza del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Un appuntamento molto atteso, per conoscere il livello delle competenze della scuola.

Ecco cosa ha detto, nelle sue conclusioni, il ministro Valditara: “Ringrazio la scuola italiana, i docenti e i dirigenti che hanno consentito il raggiungimento di traguardi che erano insperati. Si parla di un tasso di abbandono scolastico che scende dall’8 al 7%, è un risultato straordinario”.

“Nel 2020 avevamo fallito l’obiettivo europeo del 10%, ora lo abbiamo superato. Si parla di 500mila ragazzi che hanno un futuro, che sono tolti dalla strada, dal divano, dal lavoro nero. Questo è un dato importante per contrastare il fenomeno dei maranza”.

“Devo ringraziare Agenda Sud, il decreto Caivano, il docente tutor che ha svolto un ruolo significativo. La dispersione implicita è in calo netto. Aumentano gli studenti eccellenti. Il recupero è nel Mezzogiorno. Gli studenti che raggiungono i livelli minimi di apprendimento sono praticamente uguali a quelli che conseguono la Maturità. Questa è una risposta a chi dice che bisognerebbe bocciare di più”.

“Le Nuove Indicazioni Nazionali sono benvenute, suggerisco più grammatica e meno tablet. Ci vuole la rivoluzione della matematica, meno tablet e più didattica, insegnare a pensare, partire dai perché, dalla deduzione, dall’osservazione delle situazioni”.

“Nel Nord Ovest e Nord Est ci confermiamo ai livelli top in Europa. Competenze digitali? Si sfata un mito. Il livello intermedio è all’87%, in realtà la nostra scuola ha funzionato egregiamente. Bisogna lavorare sulla Sicilia, alle superiori”.

“Abbandoni in continuo calo, competenze, riforma dei programmi, il Sud che cresce, al Nord siamo al top in Europa per matematica e inglese alle superiori. Mi fa molto piacere nell’ottica del nuovo programma di mobilità. Se non conosci le lingue rischi di essere tagliato fuori”.

“Cosa dobbiamo fare ora? Ci vuole una formazione adeguata sui nuovi programmi scolastici. Conto molto sui nostri centri di formazione perché è fondamentale che le nuove Indicazioni vengano attuate. Bisogna aumentare le risorse per i docenti tutor, implementare Agenda Sud e Piano Estate, concentrarsi sulle periferie delle grandi città. Alle primarie ci vuole carta e penna e un attenzione ai rischi del digitale”.

I numeri della partecipazione alle rilevazioni

Nel dettaglio, secondo i numeri forniti dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, le rilevazioni hanno interessato “803mila alunni/e della scuola primaria (classi II e V); 520mila studenti/studentesse della scuola secondaria di primo grado (classe III); 593mila studenti/studentesse della classe II di scuola secondaria di secondo grado; 511mila studenti/studentesse dell’ultimo anno di scuola secondaria di secondo grado“.

Tra le competenze sondate anche il digitale

La partecipazione, precisano gli autori della ricerca, è stata superiore al 90% in tutti i gradi scolastici, con punte del 99,7% per la scuola secondaria di primo grado. Quanto alle competenze verificate nelle prove, alle materie “classiche” (italiano, matematica e inglese) è stato aggiunto il comparto digitale, la cui rilevazione era stata avviata l’anno scorso “esclusivamente per le classi campione, mentre quest’anno ha coinvolto l’intera popolazione studentesca interessata”.

Scuola primaria in affanno sulla matematica

Per quanto riguarda i risultati, come illustrato dal presidente dell’Invalsi Roberto Ricci, gli esiti della scuola primaria evidenziano “una sostanziale stabilità rispetto all’anno scorso”. Tra i punti sottolineati, “un calo di circa tre punti nella percentuale di bambini e bambine che raggiungono almeno il livello base” in matematica. Per quanto riguarda la secondaria di primo grado gli esiti mostrano “risultati differenziati nelle diverse aree del Paese, ma con andamento simile”.

Mezzogiorno, “segnali incoraggianti”

La secondaria di secondo grado mostra “un leggero miglioramento rispetto al 2025 della quota di studenti che raggiunge il livello base” in matematica, e in particolare all’ultimo anno “si osserva un miglioramento diffuso rispetto al 2025”, con un aumento dei livelli di adeguatezza che salgono “dal 52% del 2025 al 54% del 2026, con progressi in tutte le macro-aree”. Un altro aspetto positivo riguarda il Mezzogiorno, “che mostra segnali più incoraggianti: il Sud cresce dal 40% al 45% e il Sud e Isole dal 38% al 41% rispetto al 2025“.

Dispersione implicita, i dati migliorano

Tornando alla dispersione scolastica, Invalsi dedica un focus a quella implicita, che riguarda “gli studenti e le studentesse che, pur portando a termine il proprio percorso di istruzione, non raggiungono livelli adeguati negli apprendimenti di base”. Anche su questo fronte, come sulla dispersione in generale, i dati mostrano “un quadro incoraggiante”, visto che si registra una “diminuzione significativa” degli studenti in questa condizione, che “erano l’8,7% nel 2025 sono il 6,3% nel 2026)”.

Cresce il numero degli allievi “eccellenti”

Allo stesso tempo “cresce il numero degli allievi e delle allieve che consegue risultati elevati (passando dal 12,3% del 2025 al 13,1% del 2026)”. Segnali che indicano un miglioramento complessivo della qualità degli apprendimenti, conclude Invalsi, “e testimoniano una maggiore capacità del sistema educativo di sostenere gli studenti in difficoltà, promuovendo al contempo le eccellenze e valorizzando le potenzialità individuali”.

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