A Reggio Emilia è polemica sulla visita di un gruppo di insegnanti di scuole ebraiche, americani e in parte israeliani, attesi dall’11 al 16 ottobre per un programma di approfondimento sul metodo educativo di Reggio Children. I docenti statunitensi hanno rinunciato e il caso è diventato politico.
A inizio ottobre un attivista pro Palestina ha contestato sui social i presunti legami di alcuni educatori con realtà vicine all’esercito israeliano, chiedendo che non fossero accolti. Il 6 ottobre la Consulta infanzia città, con 400 tra genitori e insegnanti, ha esaminato una Carta sui principi educativi: parte della sala ha chiesto agli ospiti di prendere le distanze dalle politiche di Netanyahu. Il 7 ottobre il Paradigm Project, che riunisce i docenti, ha comunicato con una lettera la rinuncia al viaggio.
La Carta per un’educazione democratica e partecipata, frutto di un anno di lavoro, ripudia la guerra e condanna ogni forma di genocidio, senza nominare Paesi. Secondo il sito Jewish Insider, agli ospiti sarebbe stato chiesto di firmare una dichiarazione contro l’occupazione di Gaza. Reggio Children precisa che non fa parte di alcuna richiesta ufficiale e di essersi limitata a descrivere il clima cittadino. Il gruppo lamenta profili social esaminati e invoca “un ambiente sereno e aperto” per l’esperienza.
Il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, ha parlato di antisemitismo e di “metodi da Terzo Reich”, chiedendo le dimissioni della giunta e denunciando un “principio di schedatura su base razziale”. Salvini chiede quelle del sindaco, mentre il ministro Foti definisce la rinuncia “una vicenda grave, che impone una riflessione politica”.
Il sindaco Marco Massari respinge le accuse, auspicando che nascano da “informazioni non complete”, e invita a non confondere la tutela dei diritti dei bambini con una discriminazione religiosa o etnica. La Carta, ha aggiunto, “non chiede a nessuno di rispondere in quanto ebreo, israeliano o appartenente a qualsiasi altra comunità”. Per Massari, Reggio “accoglie tutte le scuole”; il dialogo con gli insegnanti americani resta aperto e sarà lui ad accogliere la delegazione israeliana. Il 22 ottobre Reggio Children ospiterà le famiglie di Parents Circle, israeliani e palestinesi che hanno perso un figlio nel conflitto.