Le parole della ministra della Famiglia Eugenia Roccella sulle gite scolastiche ad Auschwitz continuano a far discutere, soprattutto dopo la replica della senatrice a vita Liliana Segre. Quest’ultima ha preferito non rispondere alla telefonata di Roccella, come riporta La Repubblica.
Nel frattempo Fratelli d’Italia, come anticipato dalla stessa ministra, ha avanzato la richiesta di ascoltare Roccella, affinché possa chiarire, in commissione Intolleranza, razzismo, antisemitismo, istigazione all’odio e alla violenza. Domenica sera, dopo le dure parole della senatrice sarebbe stata la premier Giorgia Meloni, in una conversazione telefonica avuta con Roccella, contestandole la forma e non il contenuto, a consigliarle di chiedere l’audizione in commissione.
Intanto ieri in serata, ospite della trasmissione 10 Minuti su Retequattro, Roccella ha rilanciato: “Ho toccato un nervo scoperto, ho detto la verità, ho chiesto ‘sono gite’? Sono gite se poi vediamo studenti nelle piazze che urlano slogan antisemiti e insultato Segre?”.
“C’è un problema di antisemitismo che non può essere confinato in una epoca storica, il nazifascismo, e in una area politica, è qualcosa di strisciante. Noi dobbiamo fare meglio i conti con il nostro passato. Non ho contestato quei viaggi, credo siano utili, ma l’antisemitismo è vivo in particolare in quelle piazze che a sinistra non vengono criticate”. E poi la stoccata finale: “L’antisemitismo oggi è più a sinistra che a destra, non essendoci stata questa presa di coscienza”.
La capogruppo Pd in commissione Simona Malpezzi invita “la ministra a fermarsi e riconoscere che ha commesso un errore. Un grave errore. Forse la sua audizione davanti alla commissione Segre potrebbe essere l’occasione per pronunciare pubblicamente le scuse, più che dovute, che tutti si aspettano da lei”.
La fondazione Memoriale della Shoah di Milano ha tenuto a sottolineare che “dipingere la visita a questi luoghi come frutto di un disegno politico di parte, limita prima di tutto la Memoria delle vittime e rappresenta un falso storico”. come riporta Ansa.
“Non sono gite. Ho passato gli ultimi sessant’anni della mia vita ad andare a parlare nelle scuole, con i ragazzi, ed è così importante farlo. Non per noi, ma per loro”, ha detto la sopravvissuta ai campi di sterminio Edith Bruck, a La Repubblica.
“Dichiarazioni inqualificabili dalle quali ci auguriamo che Giorgia Meloni prenda le distanze — sostiene la segretaria del Pd Schlein, come riporta Il Corriere della Sera — per il rispetto che si deve alla tragedia dell’Olocausto e per la dignità del nostro Paese”. Per Silvia Roggiani, Pd, “sostenere che i viaggi della memoria siano serviti a confinare l’antisemitismo nel fascismo è un insulto alla storia”.
Angelo Bonelli di Avs si spinge oltre: “Oggi le gite scolastiche dovremmo organizzarle a Gaza per mostrare cos’è un genocidio nel terzo millennio”. Ruvido anche Riccardo Magi di +Europa: “È anche grazie ai viaggi ad Auschwitz se i giovani sono scesi in piazza contro il massacro di Gaza”. Matteo Renzi si schiera con la senatrice a vita: “Sto con Segre quando viene attaccata da Albanese e quando replica a Roccella. Sempre”.
Alla ministra, invece, rivolge un ringraziamento, Riccardo Pacifici, ex capo della Comunità ebraica di Roma. “Ha espresso un concetto lucido di fronte al ritorno di sentimenti antisemiti che, purtroppo, si avvertono sempre più spesso nelle università. Ha senso accompagnare i giovani ad Auschwitz, se poi, tornati nelle nostre città, si tollerano manifestazioni e slogan di odio antiebraico?”.
Segre intanto ha rivolto un appello al Governo: “Cambiamo le norme perché i giovani ricercatori palestinesi in arrivo in Italia con le borse di studio, possano avere subito i figli con sé”. Al termine di una giornata convulsa, è stata proprio Roccella ad annunciare “una telefonata direttamente alla senatrice per chiarire ogni dubbio” e la disponibilità a essere ascoltata in commissione Odio che la stessa senatrice presiede.
La giornalista Selvaggia Lucarelli ha scritto un post sarcastico: “I vostri insegnanti avevano torbide intenzioni manipolatorie: vi portavano IN GITA ad Auschwitz mica per educarvi alla memoria, ma per farvi un corso accelerato di antifascismo subliminale. Maledetti prof comunisti con i maglioni di lana grossa, il Manifesto sotto braccio e la spilletta della DDR”.