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Riapertura scuole: e se il docente a casa si sveglia con 37,5°C di febbre?

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Cosa succede se il docente o il collaboratore si sveglia al mattino, a casa propria, con uno dei sintomi da Coronavirus, quale, ad esempio, la febbre oltre i trentasette gradi e mezzo o una certa difficoltà respiratoria? Il protocollo di sicurezza per la riapertura delle scuole e le indicazioni operative ministeriali rendono esplicito il comportamento degli operatori scolastici davanti ai sintomi da Coronavirus tanto per quanto riguarda gli alunni quanto relativamente ai docenti o al personale Ata. E differenziano il comportamento da seguire sulla base dei luoghi presso i quali i sintomi da Coronavirus vengono identificati. Ciò vuol dire: se i sintomi vengono individuati a casa ne conseguirà un certo comportamento; se i sintomi vengono individuati a scuola si agirà diversamente. Di quest’ultimo caso abbiamo parlato in un articolo precedente.

Cosa fare?

Cosa succede invece quando il docente o il collaboratore riscontrano i sintomi da Covid presso la propria abitazione? Quanto di buon senso:

  • l’operatore scolastico resta a casa e comunica al proprio medico di famiglia i sintomi che riscontra di avere.
  • Contestualmente comunicherà a scuola la propria assenza per motivi di salute.
  • Successivamente fornirà il certificato medico. Cosa andrà scritto sul certificato? Qualora il Covid non venga confermato, il medico attesterà che l’operatore può rientrare scuola poiché è stato seguito il percorso diagnostico-terapeutico e di prevenzione per COVID-19.

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