Home Personale Riforma sostegno, il bidello diventa assistente all’autonomia e comunicazione?

Riforma sostegno, il bidello diventa assistente all’autonomia e comunicazione?

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C’è una novità importante nel testo licenziato dalle commissioni parlamentari sul decreto legislativo alla L.107/15 di riforma del sostegno agli alunni disabili.

Quella che i collaboratori scolastici verranno maggiormente coinvolti nell’assistenza agli studenti disabili.

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I cosiddetti “bidelli” – già oggi in parte addetti al supporto degli allievi con necessità speciali – potrebbero essere destinati, in modo non più facoltativo o volontario, all’assistenza per l’autonomia e alla comunicazione personale degli studenti disabili.

La novità emerge, appunto, dalle pieghe della delega attuativa su “inclusione e sostegno” della legge 107/15. Decreto che ha ricevuto lo scorso 22 marzo parere positivo alla Commissione Cultura del Senato e che, insieme agli altri sette, è passato ora al Governo che dovrà approvarne i testi definitivi entro il 17 aprile.

Nel sistema disegnato dal decreto legislativo 378 sul sostegno, qualche ombra si addensa sull’articolo 3 (prestazioni e competenze): l’assistenza di base igienico-personale viene attribuita, infatti, al personale Ata, che dovrà partecipare a corsi di formazione generale previsti dal piano nazionale.

Va considerato, che fino ad oggi il personale Ata non sempre ha risposto agli inviti giunti, all’occorrenza, dall’amministrazione di compiere questo delicatissimo compito, invece assegnato a personale altamente specializzato con corsi da 900 ore di formazione.

 

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I collaboratori scolastici, infatti sono operatori che già da contratto hanno molte altre funzioni da espletare nella quotidianità e quindi sembra difficile che possano avocarsi anche questa importante e delicata funzione, anche in relazione al numero e alla specificità dei casi di alunni disabili in ogni singola scuola.

Lascia spazio a dei dubbi, quindi, l’interpretazione del comma 4 dell’articolo 3 del decreto, il quale parla di “uniformare sul tutto il territorio nazionale” i profili professionali del personale destinato all’assistenza per l’autonomia e alla comunicazione “in coerenza con le mansioni dei collaboratori scolastici”.

Un concetto ribadito anche nel comma successivo che, nell’assegnare gli oneri economici e le competenze agli Enti locali, ribadisce, citando probabilmente in modo erroneo la legge 104/93 (art. 13, comma 3), che la funzione di assistente all’autonomia e alla comunicazione sarà svolta dei collaboratori scolastici.

Secondo la Rete dei 65 movimenti, considerando che tutto il documento è costellato dell’affermazione “nei limiti delle risorse disponibili”, è facile pensare che si cerchi una razionalizzazione dei costi. A scapito della qualità e della garanzia dei servizi, ma soprattutto dei diritti dei disabili.

 

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