Sul fronte del rischio idrogeologico l’Italia è un gigante con i piedi d’argilla e la Sicilia, duramente colpita dal ciclone Harry, ne è la prova più recente. Una situazione che riguarda da vicino anche le scuole, che spesso sorgono in aree critiche, con tutte le conseguenze del caso anche sul piano della sicurezza.
Una situazione complessa, sulla quale tuttavia è possibile intervenire, ha detto a La Tecnica della Scuola Enrico Foti, ingegnere idraulico e magnifico rettore dell’Università di Catania, nel corso della trasmisione “Logos. Storie e parole della scuola”. “Di solito il rischio idrogeologico si collega alle frane”, spiega, “ma il ciclone ha dimostrato che anche il moto ondoso è pericoloso. La lezione è che ci si può difendere, e che dove si erano realizzate opere importanti, ben progettate, ci sono stati meno danni”.
Se da una parte la fragilità del Paese preoccupa, insomma, dall’altra la scienza può contribuire a rassicurare. Esistono infatti modelli che funzionano e possono salvare vite e città, spiega il Rettore, che fa degli esempi concreti. “Uno per tutti Sant’Alessio, in provincia di Messina, che di fatto non ha avuto danni”, osserva. “Non è un caso, si chiama buona ingegneria“. Il problema, però, non è solo tecnico, ma riguarda anche le risorse da mettere in campo e la capacità amministrativa per gestirle. Difendere il territorio, infatti, ha un costo economico che non può essere ignorato. “In Sicilia ci vorrebbe un investimento assolutamente straordinario, per non parlare del resto d’Italia”.
Il Rettore ricorda di essere sensibile al tema dell’acqua. “Io sono ingegnere idraulico, quindi il problema mi trova particolarmente interessato sul piano professionale”, ribadisce. “Non tanto come Rettore, quanto come docente e professionista”. Tra le ultime opere portate avanti, la nuova diga foranea del porto di Genova, un cantiere dal valore di centinaia di milioni di cui Foti è collaudatore. “Ogni mese porto gli studenti in visita, perché si tratta di una grande opera, realizzata in una dimensione internazionale“. Un’eccellenza italiana, insomma, che dimostra come “non ci sia bisogno di andare a cercare altrove quello che c’è qui da noi“. Un messaggio che Unict veicola ogni giorno, anche attraverso l’orientamento.