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Robotica a scuola: aiuta lo sviluppo del pensiero computazionale e del problem solving

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Sviluppo del pensiero computazionale, gestione del problem solving, capacità di analisi del problema. Questi sono alcune delle capacità che si possono acquisire o rinforzare inserendo lo studio della Robotica all’interno della didattica cosiddetta tradizionale.

Parlare di robotica non vuol dire solo robot, ma si tratta di una vera e propria disciplina che propone un approccio didattico pratico e veloce, programmazione computazionale e un apprendimento multidisciplinare.

Il robot o ancora meglio la costruzione di un robot, diventa lo strumento per allenare lo studente a potenziare le proprie capacità di ragionamento logico, a stimolare la sua curiosità ed inventiva e a risolvere i problemi. Il tutto divertendosi che non guasta mai!

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Molto interessante l’approccio didattico utilizzato nella scuola media Leonardo Da Vinci di Bergamo, dove hanno realizzato un progetto che prevede una serie di lezioni in cui  i ragazzi sono alle prese con l’assemblaggio e la scelta dei codici con cui impartire i comandi che consentano al robot di potersi muovere.

Altrettanto interessante l’iniziativa del MIUR “Futura Italia” per la diffusione del Piano Nazionale della Scuola Digitale svoltasi a L’Aquila dal 4 al 6 giugno.

La tre giorni è stata piena di appuntamenti sulla Robotica con laboratori di progettazione, gare, Hackathon, un laboratorio di co-progettazione e partite di calcio con pettorine sensorizzate.

Sospesi tra presente e futuro i ragazzi aquilani alla presenza del Ministro Bussetti intervenuto alla cerimonia di apertura hanno partecipato con entusiasmo in un Teatro comunale trasformato in una navicella immersa nello spazio a laboratori di robotica, realtà virtuale, laboratori di STEM, musica ed arte digitale.

Robotica come nuovo approccio didattico multidisciplinare, ma anche evento scientifico quindi.

E non solo. I robot entrano in classe e si affiancano ai docenti. È il caso di NAO il robot di cui abbiamo già parlato in diversi articoli sulla TDS.

Dall’alto dei suoi 58 centimetri per 5 chilogrammi di peso si è conquistato un posto nel gruppo di docenti del primo circolo didattico di Empoli che conta 8 plessi. Come assistente alla didattica, il robottino lavora principalmente con gli alunni con disturbo dello spettro autistico

Oltre alla capacità di risolvere problemi attraverso il pensiero computazionale), Nao stimola una maggiore abilità nell’ambito cognitivo e sociale, aiutando gli studenti nella pianificazione e nello sviluppo della personalità e dell’autostima.

Approcciandosi con il bambino lo aiuta, infatti, a interagire con il mondo esterno e a rispondere quindi a quelle stimolazioni ed emozioni che la patologia impedisce di cogliere.