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Rossi Doria: “I tagli alle università? Profumo è preoccupato”

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Non possiamo permetterci di essere in fondo agli investimenti in istruzione, università e ricerca” in Europa. ”Apparteniamo all’Europa e abbiamo la necessità di investimenti forti – dice – e si tratterà di una questione da affrontare da parte di chiunque andrà al governo”.
Così Marco Rossi Doria, sottosegretario all’Istruzione, ospite dello spazio ‘Dibattiti Adnkronos’.
”Non possiamo permetterci di togliere ore alla scuola di base. Noi – avverte – dobbiamo invertire rotta. Stare in Europa significa stare nella società della conoscenza, il che vuol dire stare negli obiettivi della prima e seconda agenda di Lisbona e noi siamo sotto sia alla prima che alla seconda. Stare in Europa – ribadisce – per me vuol dire ripensare gli investimenti sulla scuola. Occorre aprire una discussione, fare un grande dibattito a livello nazionale per invertire la marcia”
”Penso – aggiunge poi riferendosi all’allarme del ministro Profumo per il taglio del 6% delle risorse all’università previsto nella legge di Stabilità – che sia molto importante che questi soldi ci siano. Per le borse di studio e per il funzionamento delle università. Bisogna ricominciare a investire – sottolinea – il ministro Profumo è molto preoccupato e io anche sono molto preoccupato”.
Ad ogni modo, dice Rossi Doria, per quanto riguarda la scuola ”qualcosa si è fatto, anche in un contesto di conti pubblici difficili” e nonostante ”le onde lunghe di tagli importanti del passato, pari a 8 miliardi e 400 milioni di euro che hanno pesato e pesano ancora”.
Occorre quindi che ”il nostro Paese ripensi gli investimenti per il settore invertendo la marcia” afferma il sottosegretario, evidenziando i ”dati di forte deinvestimento nel sistema di istruzione e formazione italiano”.
Tra le priorità c’è anche quella di ridare dignità alla professione docente e restiturgli considerazione sociale. E’ possibile ”farlo anche per decreto e per legge, una volta che però si sia aperto e sia portato avanti con cura un processo di confronto vero tra le parti sociali, il ministero e le associazioni degli insegnanti e dei genitori” afferma Rossi Doria, commentando la creazione di un tavolo di confronto.
Secondo Rossi Doria, infatti, il ”riconoscimento sociale avviene se si dismette un linguaggio che non è appropriato, poi se si comprende quanto è complesso il lavoro docente e se, dall’altra parte, il lavoro docente sa presentarsi come lavoro complesso”.
Quindi, spiega, ”bisognerà pensare ad una descrizione, ad una narrazione del lavoro docente diversa da quella fatta sino adesso, poi – aggiunge – questa narrazione deve entrare nelle norme, deve entrare nel contratto nazionale, deve prevedere una flessibilità che serve innanzitutto ai ragazzi che devono stare al centro della nostra attenzione, deve servire ad una scuola più capace di lavorare con tutti e con ciascuno, per rendere il sistema scolastico pubblico come leva per l’eguaglianza come declinata dall’articolo 3 della Costituzione”.
Infine, sul concorso per docenti di cui lunedi e martedì si sono svolte le prove preselettive, dice: ”E’ stato fatto un grande passo nel senso della normalità”.
Rossi Doria evidenzia che si è ereditata una situazione in cui per anni ”si sono riempite graduatorie ad esaurimento che non si esaurivano”, ricordando che la legge prevede che per risolvere la questione delle graduatorie ad esaurimento nella scuola si entra per il 50% per concorso e per il 50% attraverso la graduatoria.