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03.10.2026

San Francesco 4 ottobre 2026, festa nazionale: celebrazioni ad Assisi con Mattarella e Zuppi

Si celebra il 4 ottobre la festa di San Francesco, di cui ricorre questo anno l’800esimo dalla morte avvenuta nella notte tra il 3 e il 4 ottobre del 1226 presso la Porziuncola (oggi Santa Maria degli Angeli).

Mattarella e Zuppi ad Assisi

Le celebrazioni ufficiali si terranno ad Assisi con la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Zuppi, presidente della CEI e arcivescovo di Bologna, con l’assistenza del cardinal Ángel Fernández Artime, legato pontificio per le Basiliche di Assisi. Ad Assisi sarà presente anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella assieme a moltissime altre autorità civili e religiose.

Pace, solidarietà e dialogo tra culture e religioni diverse

La legge 10 febbraio 2005, n. 24 (art.1) stabilì oltre 20 anni fa che la solennità civile della festa di San Francesco venisse celebrata come «giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse». E aggiungeva: «in occasione della solennità civile del 4 ottobre sono organizzate cerimonie, iniziative, incontri, in particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, dedicati ai valori universali indicati al primo comma di cui i Santi Patroni speciali d’Italia sono espressione» (il riferimento è a Santa Chiara oltre che a Francesco).

È proprio grazie a questa legge che in tutte le scuole italiane è cresciuta in questi anni l’attenzione a san Francesco. Attenzione legata al legame esplicitamente ricordato dalla legge con i temi della pace, del dialogo tra culture e religioni diverse, della fraternità.

Un esempio tra i più noti di questo percorso per le scuole è il programma nazionale “Sui passi di Francesco”, un percorso di educazione civica e alla pace promosso dalla Rete Nazionale delle Scuole per la Pace in collaborazione con il Sacro Convento di Assisi e altri enti.

San Francesco: festa nazionale

L’anno scorso poi le Camere hanno approvato la Legge n. 151/2025 che rende la giornata del 4 ottobre una festa nazionale in onore di San Francesco. Così, come recita l’articolo 1, “al fine di celebrare e di promuovere i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell’ambiente e della solidarietà, incarnati dalla figura di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, è istituita la festa nazionale di San Francesco d’Assisi, da celebrare il 4 ottobre di ogni anno”.

In realtà la sovrapposizione delle due leggi ha creato più di un pasticcio, come ha rilevato la stesso presidente della Repubblica Mattarella che, pur promulgando la legge, si è sentito in dovere di inviare un messaggio ai presidenti della Camere  evidenziando alcune incongruità e chiedendo la loro correzione.

In sostanza Mattarella segnala che “con due diverse disposizioni normative si prevede che, con riferimento ai due Santi, vengano celebrati sostanzialmente i medesimi valori, nello stesso giorno ma con un diverso regime”.

E aggiunge, proprio con riferimento alle scuole: “in entrambi i casi è previsto, in particolare, che, nella medesima giornata del 4 ottobre, le scuole possano promuovere iniziative dedicate ai valori universali di cui ciascuno dei due Santi è ritenuto espressione. Iniziative peraltro che non potranno più svolgersi il 4 ottobre in quanto giornata ormai festiva…. Appare evidente come la normativa che disciplina le due ricorrenze richieda interventi correttivi volti a coordinare tra loro i due testi normativi”.

Francesco sine glossa

Così, mentre celebriamo con Francesco i valori universali di cui si è fatto portatore e che decisamente paiono non essere proprio in auge in questi anni (pace, fraternità, dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse, tutela dell’ambiente, solidarietà), è forse utile raccogliere l’invito del teologo Brunetto Salvarani che ha curato l’edizione critica degli scritti di Francesco (“Guardate l’umiltà di Dio”. Tutti gli scritti, Garzanti, 2025) a guardare a Francesco “sine glossa”. Scrive Salvarani: “è incontestabile che l’approccio diretto ai suoi Scritti può rappresentare non solo l’occasione per affrontare materiali piuttosto disattesi e tuttora poco conosciuti, ma altresì un sicuro, potente vaccino contro qualsiasi sua interpretazione estenuata, un po’ rugiadosa, estetizzante e/o comodamente consolatoria”.

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