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Aggiornato il 10.07.2025
alle 09:30

Scena muta alla Maturità, la ds della scuola del ragazzo: “Altro che coraggio, è scelta di comodo, sapeva di essere promosso”

Laura Bombaci

Sta facendo molto scalpore la notizia relativa al ragazzo di 19 anni che ha deciso di fare scena muta all’orale di maturità dicendo di non credere al sistema dei voti adottato a scuola. Il giovane ha ottenuto lo stesso il diploma grazie ai crediti con il voto di 65 su 100. Le reazioni, inutile dirlo, sono molteplici.

La satira di Gramellini

Il giornalista e conduttore Massimo Gramellini ha commentato, su Il Corriere della Sera: “Non sarei mai riuscito a imitarlo. Non è né un maleducato né un autolesionista. La sua protesta è stata civile e calcolata: tra crediti formativi e prove scritte, si era già garantito il punteggio minimo per la promozione. Però non sarei riuscito egualmente a imitarlo, a causa di un ostacolo insuperabile: sono un vero italiano. Uno di quelli che protestano e poi si accodano, minacciano sfracelli ma si accontentano delle mance e, diceva Montanelli, ‘vorrebbero fare la rivoluzione d’accordo con i carabinieri'”.

“Lui invece ha accettato di pagare un prezzo. Non eccessivo (la bocciatura), ma comunque importante: se avesse completato l’esame, avrebbe potuto prendere un voto molto più alto. E ha messo in atto la sua protesta senza sbraitare e senza intralciare gli altri. Un contestatore moderato. Sembra un ossimoro, e lo è, ma ha raggiunto il suo scopo, far parlare di sé e di quel che gli stava a cuore. Parrebbe tutt’altro che immaturo. Per diventare un vero italiano, invece, dovrà ancora impegnarsi parecchio”, ha concluso con ironia.

La dirigente scolastica ridimensiona l’accaduto

Anche la stessa dirigente scolastica del liceo di Padova in cui ha sostenuto gli esami il giovane ha detto la sua: “C’è chi ha detto che lo studente ha avuto molto coraggio. A me pare che le cose non stiano proprio così. Per mettere in atto la sua protesta ha dovuto comunque aspettare la fine degli scritti, per essere sicuro di essere stato promosso”, queste le sue parole, sempre a Il Corriere.

Ecco la sua ricostruzione dei fatti: “Lo studente si è presentato con già 62 punti all’orale (aveva 31 punti di credito e ai due scritti aveva preso 17 e 14) e ha dichiarato di non volerlo sostenere. A quel punto i commissari, in particolare quelli interni gli hanno spiegato che rimanendo in silenzio avrebbe rischiato di invalidare tutto il suo percorso di studi e gli hanno suggerito di avere almeno uno scambio minimo. Ha accettato. Mi hanno descritto lo scambio comunicativo come molto civile. Gli hanno chiesto di elencare le materie che aveva preferito studiare quest’anno. Lui ha risposto con poche semplici parole. E così i commissari hanno avuto la possibilità di dare un voto al suo orale, il punteggio minimo, ed il voto globale è passato da 62 a 65. Se non avesse detto nulla avrebbe rischiato la bocciatura. Giustamente la presidente di commissione quando il ragazzo ha dichiarato di non voler sostenere la prova ha chiesto informazioni tecniche per gestire la problematica in modo legittimo e garantire ugualmente la validità dell’esame. Lui ha capito, non è stato oppositivo”.

“Ha lasciato tutti sorpresi, compresi i commissari interni. Non era uno studente con problematiche di alcun tipo. Va chiarito che comunque una manifestazione di questo tipo, diciamo così, plateale, è stata attuata dal ragazzo solo dopo aver scoperto di avere una votazione sufficiente agli scritti. Per questo non condivido chi parla di scelta coraggiosa. A me pare più una scelta di comodo. Sapeva di esser passato e non ha voluto studiare per l’orale”, questa la sua opinione.

“Ritengo che sia sempre più necessario un dialogo profondo con gli studenti, che devono sentirsi bene di fronte alle valutazioni ricevute e capirle fino in fondo. Penso anche però che si sia persa la percezione del valore formativo della valutazione in sé e di conseguenza dell’esame di Stato, che considera lo sviluppo del senso critico, la capacità di analisi oltre che il mero voto numerico. Il fatto che ci siano più problemi ad accettare la valutazione credo si possa spiegare smettendo di guardare soltanto alla scuola. Il problema si ritrova anche in famiglia, nel giudizio sociale. La valutazione però è necessaria, è un feedback che serve di stimolo al miglioramento personale. La sofferenza nei ragazzi nasce nella mancanza di distacco. Anche i genitori, si immedesimano sempre di più nel voto del figlio, come se si trattasse di una gratificazione personale della madre o del padre e non della conquista dello studente. Pensare: ‘io sono da 7, io sono da 10’ è un errore, lo dico sempre ai ragazzi ‘i voti che vi sentite cuciti addosso potrebbero diventare altro’. Credo che tutto stia lì, nel modo in cui viene percepito e interpretato il voto”, ha aggiunto.

La maturità ha ancora senso? Ecco cosa ne pensa: “Credo che l’esame di maturità abbia perso importanza anche a causa dei test universitari anticipati rispetto alla conclusione del percorso scolastico. Al giorno d’oggi i ragazzi vanno a fare i test di ingresso universitari prima della fine dell’anno scolastico. Chi è già entrato non pensa più agli esami di maturità come ad un momento di vero valore. La valutazione finale della scuola non fa più parte del loro futuro in un certo senso. Quasi sempre i ragazzi si rendono conto del valore della scuola in ritardo. Non credo che questo sia cambiato nel tempo, però. Penso che i ragazzi stiano nella quotidianità da sempre. Vivono la loro vita nell’oggi, a maggior ragione in una società utilitaristica che è attenta solo alle cose spendibili immediatamente. L’importanza delle materie che studiano e imparano a scuola diventa chiaro solo con gli anni. E quando lo capiscono ci tornano a trovare e attribuiscono i loro successi alla scuola e ai professori che hanno avuto. Per noi le loro visite, magari anche anni dopo, sono momenti molto intensi”.

Semplice voglia di apparire?

Ecco cosa ha detto in merito Mario Rusconi, Presidente di Anp Roma, a Il Messaggero. “La commissione non poteva bocciarlo, assolutamente, perché il punteggio della maturità è fatto di quattro elementi. Un elemento è il credito scolastico che il ragazzo ha accumulato nel terzo, quarto e quinto anno. Cioè un punteggio che viene dato in base alla media dei voti, compresa la condotta. E quello è un punteggio che alla fine dà 40 punti. Poi 20 punti sono per l’orale, 20 per la prima prova, 20 per la seconda prova. Quindi questo ragazzo evidentemente è andato anche male nella prima e seconda. Se avesse fatto delle prove eccellenti, avrebbe avuto 80. Ovvero 40 + 20 + 20 (togliendo, appunto, l’orale che erano altri 20)”.

Il ragazzo ha forse voluto solo farsi vedere? “Dal punto di vista formativo trovo che sia una pseudo protesta bizzarra, soprattutto improntata al desiderio di comparire sui media. Evidentemente a molti giovani non basta TikTok, non basta Facebook (che ormai hanno abbandonato). Cercano delle forme per mettersi in evidenza”.

“Che la maturità vada ripensata l’ha detto lo stesso ministro. E lo pensiamo in molti. Ci sono già molte proposte da questo punto di vista. Valditara ha detto che sta operando con la commissione perché si riveda la struttura dell’esame di maturità. Sarei poi curioso di vedere che cosa farà all’università, se all’orale farà a scena muta. È evidente che vanno cambiate alcune cose, ma ci tengo a dire non va assolutamente soppresso l’esame di maturità. Quando sento dire che, ad esempio, non ha più significato perché il 90% degli studenti sono promossi è ovvio che chi lo sostiene ha una visione molto limitata della scuola. Non si rende conto che i 100 ragazzi che vanno alla maturità sono il risultato di una selezione che ha coinvolto almeno 200-250 ragazzi. Perché nel primo biennio delle superiori, soprattutto negli istituti tecnici, c’è una selezione durissima”, ha aggiunto Rusconi.

Ecco cosa propone: “Sarei per un esame sempre più tecnologico, cioè i ragazzi dovrebbero arrivare all’esame di maturità con facendo un vero e proprio report almeno del triennio finale. Una vera e propria tesi di maturità degli ultimi tre anni. Perché a me è capitato anche in questi giorni di molti ragazzi che conosco che erano stati ammessi con voti eccellenti e poi hanno sbagliato il compito di matematica dello scientifico. Per una prova di questo tipo si sono visti abbassato fortemente il voto di maturità. La maturità non deve essere un terno al lotto. Sarebbe molto più interessante una maturità in cui i ragazzi presentano un loro resoconto”.

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