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Sciopero 10 novembre: non solo la scuola

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Lo sciopero del prossimo 10 novembre non riguarda solo la scuola, ma coinvolgerà tutti i settori pubblici e privati: lo ricorda con un comunicato il portavoce nazionale Cobas Piero Bernocchi.

Tommaso Barone

PROTESTA INDETTA DA COBAS, UNICOBAS, USB

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La protesta, indetta da Cobas, Unicobas e Usb, riguarda infatti la scuola, la sanità, il pubblico impiego, il lavoro privato e i trasporti (questo settore è interessato anche dallo sciopero proclamato dalla CUB Trasporti).
“Nella Scuola – sottolinea Bernocchi –  lo sciopero si oppone alle intollerabili proposte governative che prevedono per docenti ed ATA, dopo 10 anni di blocco contrattuale, un’elemosina di 50 euro mensili, mentre per i presidi un aumento di 500 euro, sancendo così il loro ruolo ‘padronale’ che dà luogo a soprusi continui verso chi non si piega alle logiche aziendalistiche”.
“Ma la protesta – aggiunge il leader dei Cobas – è anche contro l’obbligo assurdo di 400/200 ore di Alternanza scuola-lavoro, grottesca forma di addestramento al lavoro gratuito; contro i quiz Invalsi, la chiamata diretta e i ‘bonus’ decisi dai dirigenti per formare una ‘corte’ di succubi”

LE RICHIESTE ECONOMICHE

Sotto il profilo economico i Cobas chiedono “aumenti che recuperino almeno il 20% di salario perso nell’ultimo decennio”, mentre per quanto riguarda le politiche del personale si sollecitano “l’immediata assunzione dei vincitori del concorso, degli abilitati e dei precari con tre anni di servizio su tutti i posti disponibili in organico, nonché il potenziamento degli organici ATA, le immissioni in ruolo sui posti vacanti e il ripristino delle supplenze temporanee”.
Più in generale lo sciopero mira a indurre il Governo a modificare le politiche fiscali e previdenziali e all’abbassamento dell’età pensionabile.
Nella giornata del 10 novembre sono previste anche manifestazioni in diverse città e in particolare a Roma al MIUR (ore 9.30) con i lavoratori/trici della Scuola e Università e con gli studenti; al Ministero Salute (ore 9) e a Montecitorio, davanti al Parlamento, alle ore 11,30.

APERTURA DEL TAVOLO CONTRATTUALE

Il giorno precedente lo sciopero, intanto i sindacati sono convocati presso la sede dell’Aran per l’apertura del contratto del nuovo comparto scuola, ricerca, università e Afam.
Secondo quanto previsto dall’accordo quadro del luglio 2016 potranno partecipare alla contrattazione i sindacati rappresentativi in tutti e 4 i vecchi comparti (Flc-Cgil, Cisl-Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda). Secondo quando previsto dal secondo comma dell’articolo 10 dell’accordo quadro potranno essere presenti anche sindacati rappresentativi in uno solo dei vecchi comparti (è il caso, ad esempio dell’Usb).