Con l’avvicinarsi alla Giornata europea contro le molestie, in programma ogni anno il 25 febbraio, si accavallano le iniziative in tema di prevenzione. Il tema è particolarmente sentito in ambito educativo e giovanile, considerando che in Italia 8 ragazzi su 10 ritengono che la violenza tra coetanei sia un problema serio e che solo poco più della metà degli studenti, il 54%, dichiara di sentirsi sempre al sicuro a scuola.
Le preoccupanti percentuali – emerse dal recente studio Applying Safe Behaviours, promosso da SOS Villaggi dei Bambini e co-finanziato dall’Unione Europea – ci dicono anche che le violenze sono psicologica (prese in giro sull’aspetto fisico, stereotipi di genere, esclusione sociale), ma anche fisiche e sessuali: un adolescente su due dichiara di aver assistito almeno una volta a “toccamenti” indesiderati tra coetanei. E il cyberbullismo è in crescita, con il 36% dei ragazzi che riferisce di conoscere coetanei vittime di messaggi sessuali indesiderati.
Una delle iniziative preparatorie alla Giornata europea contro le molestie si è svolta il 19 febbraio a Roma, nello Spazio Europa “David Sassoli”, su iniziativa della Federazione Italiana Sport Equestri: durante l’evento si è ricordato che in Europa quasi uno studente su tre dichiara di essere stato vittima di bullismo e che uno degli aspetti più difficili da affrontare oggi è la normalizzazione del problema: l’80% degli adolescenti lo riconosce, ma molti tendono a considerare “normali” alcune forme di aggressività quotidiana, come le prese in giro, gli spintoni e anche gli insulti.
“Il cuore del progetto – ha detto Teresa Pietravalle, referente Formazione dell’Accademia di SOS Villaggi dei Bambini– la promozione di comportamenti sicuri attraverso una metodologia che mette al centro il protagonismo dei ragazzi. Non si tratta solo di fornire protezione dall’alto, ma di rendere bambini e adolescenti soggetti attivi nella creazione di ambienti sicuri per sé e per i propri coetanei”.
Per mezzo di laboratori peer-to-peer condotti da giovani formatori, percorsi di formazione per adulti di riferimento, azioni di sensibilizzazione e iniziative di cambiamento ideate direttamente dai ragazzi, Applying Safe Behaviours si inserisce nel più ampio modello di promozione del benessere scolastico di SOS Villaggi dei Bambini.
Il progetto integra, inoltre, un modulo specifico sulla Child Safeguarding, promuovendo una cultura della tutela come prerequisito fondamentale di ogni attività educativa, sportiva e formativa.
L’evento del 19 febbraio ha rappresentato un momento di riflessione condivisa, nel quale SOS Villaggi dei Bambini ha voluto ribadire la necessità un approccio preventivo strutturale nei sistemi di protezione dell’infanzia, che passi dalla costruzione di una cultura del rispetto e del benessere collettivo, affinché ogni minorenne possa esercitare il proprio diritto fondamentale a sentirsi al sicuro.
Applying Safe Behaviours è un progetto europeo co-finanziato dall’Unione Europea, attivo da aprile 2025 a febbraio 2027, che coinvolge Italia, Bulgaria, Kosovo, Romania e SveziaRafforzare il ruolo attivo di bambini, bambine e adolescenti – in particolare provenienti da contesti vulnerabili – affinché diventino protagonisti nella creazione di ambienti sicuri per sé stessi e per i propri coetanei
Si tratta di un’iniziativa, infine, rilevante per media e opinione pubblica poiché, almeno nelle intenzioni dei promotori, intercetta un tema centrale nel dibattito pubblico: sicurezza a scuola, bullismo, violenza di genere, cyberbullismo; offre dati aggiornati e voci dirette di adolescenti; propone un modello innovativo che trasforma i ragazzi da “destinatari” a protagonisti del cambiamento; produce raccomandazioni concrete per istituzioni e servizi.
Inoltre, il progetto supporta educatori e professionisti nel riconoscere, prevenire e rispondere in modo adeguato alla violenza tra pari, compresa quella basata sul genere. Si basa su una metodologia già sperimentata (2021–2023) e prevede:
Elemento centrale: la partecipazione attiva e significativa dei giovani, anche attraverso gruppi nazionali e un gruppo internazionale di giovani esperti coinvolti in tutte le fasi del progetto.
Si tratta di un’iniziativa, infine, rilevante per media e opinione pubblica poiché, almeno nelle intenzioni dei promotori, innanzitutto intercetta un tema centrale nel dibattito pubblico. Inoltre, rilancia la sicurezza a scuola, oltre che temi come bullismo, violenza di genere, cyberbullismo; l’esigenza di avere aggiornati e voci dirette di adolescenti; reperire un modello innovativo che trasforma i ragazzi da “destinatari” a protagonisti del cambiamento; avere raccomandazioni concrete per istituzioni e servizi.