Venerdì 3 ottobre si è tenuto lo sciopero generale, per protestare contro l’azione condotta da Israele verso le barche della Flotilla abbordate in acque internazionali. La manifestazione si è trasformata in una diatriba tra sindacati da una parte e Governo italiano dell’altra: la proclamazione dello stop per 24 ore (decisa l 1° ottobre sera dalla Cgil e a seguire dai sindacati di base) è stata infatti stoppata dall’Autorità di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali per via del mancato preavviso di 10 giorni previsto dalla normativa vigente, la Legge 146 del 1990. Sulla regolarità, però, dell’azione non vi sono dubbi, poiché al fotofinish il Saese ha revocato lo sciopero del 10 ottobre dando così il via libera allo stop del 3 ottobre proclamato prima del 20 settembre dal SiCobas.
Per come si sono messe le cose, possiamo quindi dire che con ogni probabilità i lavoratori della scuola non verranno sanzionati. Semmai, un’ammenda potrebbe essere comminata ai sindacati, che hanno proclamato lo sciopero senza rispettare il preavviso canonico.
Sulla partecipazione ed effettiva riuscita dello sciopero generale del 3 ottobre, invece, stanno giungendo delle interpretazioni diversificate, anzi contrapposte.
“La percentuale di adesione allo sciopero è stata del 7,43% sul 51,18% delle scuole rilevate”, ha scritto nel pomeriggio il ministero dell’Istruzione e del Merito. Si tratta di “un insuccesso – ha sottolineato il sottosegretario Paola Frassinetti -, se si considera che il 22 settembre 2025 la percentuale era stata del 10,16% sul 50,7% delle scuole rilevate. La tragica situazione di Gaza non si risolve chiudendo le scuole”.
Anche secondo Rossano Sasso, capogruppo in commissione Cultura, Scienza e Istruzione, “i dati ufficiali parlano chiaro: anche oggi lo sciopero nel comparto scuola è stato un flop. Con il 51,18% delle scuole rilevate, l’adesione si è fermata appena al 7,43%, in calo rispetto al 10,16% dello sciopero del 22 settembre. Ancora una volta la realtà smentisce la propaganda. La stragrande maggioranza del personale scolastico ha scelto di lavorare, dimostrando che la scuola vera è fatta da chi sta ogni giorno in classe con impegno. È palese: la scuola boccia la Cgil”, ha chiosato il leghista.
Di avviso contrapposto sono i sindacati. Anche perchè sommando le oltre cento manifestazioni, la presenza nelle piazze è stata davvero imponente: la stima è che abbiano sfilato almeno un milione di cittadini. La Repubblica ha parlato addirittura di due milioni di manifestanti e molti di loro erano insegnanti e lavoratori Ata della scuola. Sulle adesioni dei lavoratori, la Cgil sostiene che abbiano aderito in alcuni comparti oltre il 50% dei lavoratori. E come accaduto il 22 settembre, non sono mancati momenti di tensione, in talune circostanze, tra manifestanti e forze dell’ordine.
“Il Ministro vuole minimizzare la partecipazione nel mondo della scuola – ha detto alla ‘Tecnica della Scuola‘ Giulia Bertelli, di CuB Sur– , in perfetta continuità col Governo che oggi forse non si è accorto che oltre un milione di persone hanno chiesto le sue dimissioni per manifesta incapacità e per assenza totale di sensibilità per le questioni palestinesi”.
Secondo Bertelli, “il continuo utilizzo di schemi quali ‘weekend lungo’, ‘quattro imbecilli in sciopero’, per non parlare delle definizioni dei compagni in missione umanitaria della Flotilla che con una nave finalmente è sbarcata a Gaza. Ci sentiamo tutti un unico popolo in rivolta per la libertà dei popoli, la pace e una politica che viri le risorse su scuola sanità e servizi . In ogni piazza, oggi la Costituzione ha preso la forma delle persone”, ha concluso la sindacalista di base.
“Siamo a commentare una quantità di partecipanti alle manifestazioni davvero oceanica – ha detto alla nostra testata Piero Bernocchi, portavoce della Confederazione Cobas – , i numeri superano anche i numeri del 22 settembre, se tanto mi dà tanto anche lo sciopero è andato in maniera strepitosa”.
“Improvvisamente – ha continuato Bernocchi -, la categoria degli insegnanti si è ‘risvegliata’ sul tema della Palestina: la speranza è che ora tutto questo fermento si esprima anche su altre rivendicazioni. La novità è anche che la convocazione dello sciopero del 3 ottobre è stata inviata dalla Cgil e dai sindacati di base, evidentemente c’è un conflitto sociale che potrebbe incidere adesso anche su altri aspetti”.