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19.04.2026

Sciopero scuola 20 aprile, una protesta a tutto campo di Unicobas e Saese con Ministro e Governo

Quella che inizia il 20 aprile si preannuncia una settimana ad alta intensità di scioperi e mobilitazioni, con probabili effetti di non poco conto soprattutto su trasporti e scuola.
Per quanto riguarda il settore dell’istruzione il blocco delle lezioni deciso da Unicobas e Saese per la giornata del 20 aprile si presenta come il più significativo degli ultimi giorni.
Nel promuovere la mobilitazione il sindacato Unicobas denuncia una serie di criticità riguardanti il sistema scolastico italiano e le condizioni di lavoro del personale.

Tra i principali motivi della protesta figura la proposta, attribuita all’ex ministra Daniela Santanchè, di ridurre di dieci giorni le vacanze estive degli insegnanti, redistribuendo il calendario scolastico su base regionale. Un’ipotesi definita “inaccettabile” dal sindacato, che chiede invece investimenti strutturali sull’edilizia scolastica e sulla sicurezza degli edifici, molti dei quali non risponderebbero agli standard normativi.

Al centro della mobilitazione non manca ovviamente il tema degli stipendi: secondo Unicobas, infatti, il rinnovo contrattuale firmato il 1° aprile non consentirebbe un reale recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione negli ultimi anni. Gli aumenti previsti, pari a poco più di 100 euro netti mensili per i docenti e meno di 90 euro per il personale ATA, vengono giudicati insufficienti. Tra le richieste avanzate figurano una mensilità aggiuntiva, un incremento stipendiale più consistente e l’allineamento delle retribuzioni agli standard europei.

Il sindacato critica inoltre alcune scelte del Ministero dell’Istruzione e del Merito, tra cui l’introduzione di nuove indicazioni nazionali senza confronto con la comunità scolastica, il mantenimento dei percorsi di alternanza scuola-lavoro e l’uso delle prove Invalsi, considerate strumenti inadeguati per valutare la complessità educativa.

Non manca una presa di posizione contro l’autonomia differenziata, ritenuta un fattore di aumento delle disuguaglianze territoriali, e contro ogni forma di privatizzazione del sistema pubblico di istruzione, sanità e previdenza.

La protesta si estende anche al piano della politica internazionale: Unicobas chiede una riduzione delle spese militari e maggiori investimenti nei settori sociali, come scuola, sanità e casa, oltre a una revisione delle alleanze e delle politiche estere del Governo.

Nelle ultime settimane, spiega il segretario nazionale Stefano d’Errico, abbiamo preparato accuratamente questo sciopero, con incontri e assemblee sindacali che hanno visto la partecipazione di migliari di docenti e di Ata. Ci aspettiamo quindi un risultato importante anche perché riteniamo necessario mandare un segnale chiaro al ministro Valditara e all’intero Governo.
Fra le proposte irricevibili che intendiamo fermare vi è anche quella relativa alla riforma dei tecnici, si tratta di una proposta scandalosa che non solo determinerebbe un abbassamento del numero delle ore e dei giorni di lezione ma comporterebbe anche una pericolosa subordinazione della scuola agli interessi del mondo delle aziende.
Lo sciopero Unicobas prevede anche per tutta la mattinata del giorno 20 (dalle ore 9 alle ore 14) una manifestazione in viale Trastevere davanti alla sede del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

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