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Scozia, la rivincita dell’educazione fisica

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Non è più tempo di trascurare ed emarginare l’Educazione Fisica, anzi! Questa disciplina deve essere considerata il cuore del curricolo scolastico, la materia che garantisce la salute e il benessere delle giovani generazioni.

Sono più o meno queste le parole pronunciate dal ministro dell’Istruzione scozzese, Peter Peacock, contestualmente all’annuncio che il suo ministero provvederà all’assunzione di circa quattrocento nuovi docenti di educazione fisica e che tutti gli studenti, dalle materne al liceo dovranno recarsi in palestra almeno due ore alla settimana. Qual è il motivo di questa inusitata scalata al successo di una disciplina che in Italia – giusto per fare un esempio – è stata stroncata dai vari governi che si sono succeduti e che conta tra i suoi ranghi i precari più anziani che la storia ricordi? Semplice, la lungimiranza del governo scozzese il quale ha capito che è a scuola che si combatte l’obesità degli adolescenti, problema che sta investendo tutto l’occidente. Come? Con un progetto a lungo termine che faccia amare lo sport e il movimento a ragazzini impigriti da televisione e merendine. Per questo, accanto all’educazione fisica tradizionale fatta in palestra, il nuovo corso scozzese prevede l’ingresso a scuola di discipline sportive meno canoniche ma certamente più vicine e amate dai giovanissimi, primo fra tutti lo skate board, seguito dall’aerobica – prediletta dalle ragazze – e dalle arti marziali. Un intervento deciso, dunque, e irrinunciabile soprattutto dopo la pubblicazione di un rapporto dell’autorità sanitaria scozzese dal quale scaturisce il timore che quest’ultima generazione possa avere un’aspettativa di vita minore rispetto alla precedente, a causa dell’aumento di patologie "da eccesso di benessere" quali i tumori, il diabete, le malattie cardio-vascolari.

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