Il Ministero ha pubblicato i dati relativi agli esiti degli scrutini e degli Esami di Stato della Scuola secondaria di primo e di secondo grado per l’anno scolastico 2024/2025.
Il testo presenta una panoramica dettagliata dei risultati degli scrutini finali per le scuole secondarie di primo e secondo grado in Italia, con dati rilevati al 30 luglio 2025 e un confronto con l’anno scolastico precedente.
Vengono analizzate le percentuali di studenti ammessi, non ammessi e con sospensione del giudizio, sia a livello nazionale che regionale.
Le statistiche sono ulteriormente suddivise per anno di corso e tipo di percorso di studio, includendo Licei, Istituti Tecnici e Professionali.
La fonte principale di questi dati è l’Anagrafe Nazionale Studenti, evidenziando l’esclusione di alcune categorie di studenti e la non disponibilità dei dati per la provincia di Bolzano in alcuni casi.
Per le scuole secondarie di I grado, i dati rilevati al 30 luglio 2025 indicano una percentuale di acquisizione del 98,9% degli alunni frequentanti il 1° e 2° anno.
Qui emerge una tendenza generalmente più positiva rispetto alle scuole secondarie di II grado (come vedremo in seguito).
Nell’A.S. 2024/25, il 98,7% degli studenti è stato ammesso e l’1,3% non è stato ammesso, mentre nell’A.S. 2023/24, le percentuali erano 98,5% (ammessi) e 1,5% (non ammessi).Questo indica un lieve aumento nella percentuale di ammessi (+0,2 punti percentuali) e una lieve diminuzione nella percentuale di non ammessi (-0,2 punti percentuali) a livello nazionale.
Questa tendenza positiva si riflette sia nel 1° che nel 2° anno di corso. Al 1° anno, gli ammessi sono passati dal 98,4% (2023/24) al 98,6% (2024/25). Al 2° anno, gli ammessi sono aumentati dal 98,6% (2023/24) al 98,8% (2024/25).
La maggior parte delle regioni italiane ha visto un leggero aumento nella percentuale di ammessi per l’A.S. 2024/25 rispetto al 2023/24. La Basilicata si distingue con la percentuale di ammessi più alta a livello nazionale nel 2024/25 (99,6%), in aumento dal 99,3% dell’anno precedente. Anche il Trentino mostra un incremento notevole negli ammessi (dal 98,7% al 99,3%) e una diminuzione nei non ammessi (dall’1,3% allo 0,7%).
Per le scuole secondarie di II grado, si osserva una tendenza generale che indica un leggero calo nella percentuale di studenti ammessi e un aumento in quelli con giudizio sospeso, sebbene la percentuale dei non ammessi sia leggermente diminuita.
I dati sono stati rilevati al 30 luglio 2025, con una percentuale di acquisizione di circa il 98% degli alunni frequentanti dal 1° al 4° anno.
Nell’A.S. 2024/25, il 76,6% degli studenti è stato ammesso, il 17,8% ha avuto la sospensione del giudizio e il 5,6% non è stato ammesso. Nell’A.S. 2023/24, queste percentuali erano rispettivamente del 77,1% (ammessi), 16,9% (sospensione) e 6,0% (non ammessi). Ciò evidenzia una leggera diminuzione nella percentuale di ammessi (-0,5 punti percentuali) e un aumento nella percentuale di sospensione dal giudizio (+0,9 punti percentuali), mentre i non ammessi hanno registrato un leggero calo (-0,4 punti percentuali).
La tendenza di una lieve diminuzione degli ammessi e un aumento delle sospensioni si mantiene in tutti gli anni di corso dal primo al quarto.
Ad esempio, al 1° anno, gli ammessi sono passati dal 74,9% (2023/24) al 74,1% (2024/25), e le sospensioni dal 16,1% al 17,3%. Similmente, al 4° anno, gli ammessi sono scesi dall’81,2% all’81,0% e le sospensioni sono aumentate dal 15,2% al 15,9%.
I Licei continuano ad avere le percentuali più alte di ammessi (81,0% nel 2024/25, leggermente in calo dall’81,3% nel 2023/24) e le più basse di non ammessi (3,1% nel 2024/25, in calo dal 3,3% nel 2023/24). Anche nei Licei, si nota un leggero aumento della sospensione del giudizio (dal 15,4% al 15,9%).
Gli Istituti Tecnici mostrano le percentuali più basse di ammessi (69,1% nel 2024/25, in calo dal 70,4% nel 2023/24) e le percentuali più alte di sospensione dal giudizio (22,8% nel 2024/25, in aumento dal 21,0% nel 2023/24). La percentuale di non ammessi negli Istituti Tecnici è leggermente diminuita (dall’8,6% all’8,1%).
Gli Istituti Professionali mostrano una tendenza leggermente differente: un lieve aumento negli ammessi (dal 76,1% nel 2023/24 al 76,4% nel 2024/25) e una diminuzione più marcata nei non ammessi (dal 10,0% nel 2023/24 al 9,2% nel 2024/25), pur registrando anche un aumento delle sospensioni (dal 13,9% al 14,4%). I dati per i Professionali includono indirizzi di vecchio e nuovo ordinamento, e percorsi IeFP in sussidiarietà.
A livello nazionale, la tendenza generale è una diminuzione degli ammessi e un aumento delle sospensioni.
Regioni come la Valle d’Aosta mostrano un cambiamento significativo, con gli ammessi che passano dal 72,7% al 66,5% e le sospensioni dal 17,3% al 26,1%. Al contrario, il Trentino spicca come un’eccezione positiva, con un notevole aumento degli ammessi (dall’87,9% al 93,2%) e una diminuzione delle sospensioni (dal 4,2% allo 0,0%).
Le regioni del sud Italia, come Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, tendono a mostrare percentuali di ammessi più elevate rispetto alla media nazionale e a molte regioni del nord.
Questo documento del Ministero dell’Istruzione e del Merito presenta i risultati degli Esami di Stato conclusivi del primo e del secondo ciclo di istruzione per gli anni scolastici 2023/2024 e 2024/2025. Le tabelle dettagliate mostrano il numero di diplomati con lode per ogni regione italiana, fornendo anche la distribuzione percentuale dei voti sia per regione che per tipologia di percorso di studio (Licei, Tecnici, Professionali). Vengono inoltre inclusi i dati di ammissione, diplomati e non diplomati per il primo ciclo, e la distribuzione dei voti ottenuti, tutti basati sui dati rilevati dall’Anagrafe Nazionale Studenti.
Per quanto riguarda gli esami di primo ciclo, le tendenze generali tra l’anno scolastico 2023/2024 e il 2024/2025 sono le seguenti:
Tassi di ammissione e diplomati: i tassi di ammissione all’esame e di diplomati sono estremamente alti e stabili a livello nazionale. La percentuale di ammessi è passata dal 98,7% al 98,8%, mentre la percentuale di diplomati è rimasta al 99,9% in entrambi gli anni. Di conseguenza, la percentuale di non diplomati è rimasta costante allo 0,1%. Questo indica una costante e quasi universale riuscita nell’ottenimento del diploma di primo ciclo.
Distribuzione percentuale dei voti: le percentuali di voti più bassi (sei e sette) sono leggermente diminuite (il “sei” dal 15,1% al 14,2%; il “sette” dal 27,7% al 27,3%). Le fasce di voto “otto” e “nove” hanno mostrato un leggero aumento (l'”otto” dal 27,2% al 27,9%; il “nove” dal 19,2% al 19,7%). La votazione “dieci” ha registrato una lieve diminuzione (dal 5,7% al 5,6%), mentre la “dieci e lode” ha avuto un leggero aumento (dal 5,1% al 5,2%). Nel complesso, si può osservare una lieve progressione verso votazioni medie e alte negli esami di primo ciclo, con una diminuzione della concentrazione nelle fasce di voto più basse e un leggero incremento nelle distinzioni più alte.
Per quanto riguarda gli esami di secondo ciclo, si possono notare le seguenti tendenze tra l’anno scolastico 2023/2024 e il 2024/2025:
Percentuale di diplomati con lode: si osserva un leggero aumento della percentuale di diplomati con lode a livello nazionale, passando dal 2,6% nell’a.s. 2023/2024 al 2,8% nell’a.s. 2024/2025.
Distribuzione percentuale dei voti: la percentuale di studenti con la votazione minima (60) è leggermente diminuita (dal 5,1% al 4,9%). Le fasce di voto intermedie (61-70, 71-80, 91-99) hanno registrato lievi diminuzioni o stabilità. La fascia di voto 81-90 ha mostrato un leggero aumento (dal 17,7% al 18,0%). La percentuale di coloro che hanno conseguito il voto massimo (100) è rimasta stabile al 7,1%. In generale, a livello nazionale, si osserva una lieve tendenza verso votazioni più alte, evidenziata dall’aumento della percentuale di 100 e lode e 81-90, e una leggera diminuzione delle fasce di voto più basse.
Tendenze per tipologia di percorso:
Licei: i licei mostrano un aumento significativo nella percentuale di “100 e Lode”, che passa dal 3,9% nell’a.s. 2023/2024 al 4,3% nell’a.s. 2024/2025. Questa tendenza è particolarmente marcata in specifici indirizzi come il Liceo classico (dal 7,4% all’8,4%), il Liceo scientifico (dal 5,3% al 6,2%), il Liceo musicale e coreutico – sez. musicale (dal 2,4% al 3,5%) e il Liceo internazionale (dal 4,3% all’8,4%). Si osserva anche un lieve calo nella percentuale di 60 e 71-80, e un leggero aumento in 61-70 e 81-90.
Istituti Tecnici: la distribuzione dei voti è rimasta relativamente stabile tra i due anni accademici, con minime variazioni nelle diverse fasce di voto e nella percentuale di “100 e Lode” (stabile all’1,5%).
Istituti Professionali: anche per gli istituti professionali, la distribuzione dei voti si mantiene sostanzialmente stabile, con la percentuale di “100 e Lode” invariata allo 0,6%. Si registra un leggero aumento nelle fasce di voto 60, 61-70 e 81-90.Esami Conclusivi del Primo Ciclo d’Istruzione (Scuola Media)Per quanto riguarda gli esami di primo ciclo, le tendenze generali tra l’anno scolastico 2023/2024 e il 2024/2025 sono le seguenti.
Tassi di ammissione e diplomati: i tassi di ammissione all’esame e di diplomati sono estremamente alti e stabili a livello nazionale. La percentuale di ammessi è passata dal 98,7% al 98,8%, mentre la percentuale di diplomati è rimasta al 99,9% in entrambi gli anni. Di conseguenza, la percentuale di non diplomati è rimasta costante allo 0,1%. Questo indica una costante e quasi universale riuscita nell’ottenimento del diploma di primo ciclo.
Distribuzione percentuale dei voti: le percentuali di voti più bassi (sei e sette) sono leggermente diminuite (il “sei” dal 15,1% al 14,2%; il “sette” dal 27,7% al 27,3%). Le fasce di voto “otto” e “nove” hanno mostrato un leggero aumento (l'”otto” dal 27,2% al 27,9%; il “nove” dal 19,2% al 19,7%). La votazione “dieci” ha registrato una lieve diminuzione (dal 5,7% al 5,6%), mentre la “dieci e lode” ha avuto un leggero aumento (dal 5,1% al 5,2%). Nel complesso, si può osservare una lieve progressione verso votazioni medie e alte negli esami di primo ciclo, con una diminuzione della concentrazione nelle fasce di voto più basse e un leggero incremento nelle distinzioni più alte.