Un istituto comprensivo di Napoli resta chiuso nella giornata di mercoledì 14 gennaio per consentire un intervento di sanificazione straordinaria, disposto in seguito alla segnalazione di un alunno ricoverato per meningite. La decisione è stata assunta in via precauzionale, in accordo con le autorità sanitarie competenti, come riporta Ansa.
L’amministrazione comunale ha reso noto che la situazione è costantemente monitorata in collaborazione con i servizi sanitari e la dirigenza scolastica, con l’obiettivo di tutelare la salute di studenti, famiglie e personale scolastico.
Nello stesso periodo risultano ricoverati tre giovani adulti, di età compresa tra i 22 e i 25 anni, per infezioni sostenute da Neisseria meningitidis. Le strutture sanitarie hanno precisato che i casi non appaiono collegati tra loro e non configurano un unico focolaio epidemico, rientrando invece in un quadro compatibile con la stagionalità e con l’aumento delle infezioni respiratorie tipico dei mesi invernali.
La meningite è un’infiammazione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale. Quando è causata dal meningococco (Neisseria meningitidis), la malattia può avere un decorso particolarmente rapido, rendendo fondamentale un riconoscimento tempestivo dei sintomi.
Il batterio non sopravvive a lungo nell’ambiente esterno ed è sensibile alle condizioni climatiche; la trasmissione avviene prevalentemente attraverso contatti diretti e prolungati con le secrezioni respiratorie di una persona infetta. In assenza di collegamenti epidemiologici tra i casi, le autorità sanitarie parlano di episodi sporadici e non di un focolaio.
Un aspetto rilevante nella diffusione del meningococco è rappresentato dai portatori sani, soggetti asintomatici che possono ospitare il batterio nel tratto naso-faringeo. La comparsa della malattia dipende da diversi fattori, tra cui le condizioni immunitarie dell’individuo e le caratteristiche del ceppo batterico.
In ambito di sanità pubblica, la misura preventiva ritenuta più efficace per i contatti stretti di un caso accertato è la chemioprofilassi antibiotica, da somministrare tempestivamente a chi ha condiviso ambienti chiusi o contatti prolungati nei giorni precedenti l’esordio dei sintomi. I principali segnali d’allarme includono febbre elevata improvvisa, cefalea intensa, rigidità nucale e la comparsa di petecchie cutanee.