Home Attualità Scuola e Legge sul Cinema: quando le Istituzioni non dialogano e producono...

Scuola e Legge sul Cinema: quando le Istituzioni non dialogano e producono normative contraddittorie

CONDIVIDI
  • GUERINI

Riceviamo e pubblichiamo, l’articolo dell’avvocato Luciano Daffarra, uno dei massimi esperti in Italia di diritto d’autore e tutela della proprietà intellettuale, sull’approvazione del disegno di legge sul cinema che prevede il potenziamento delle competenze cinematografiche tra gli studenti e la mancanza di specifico personale docente.

 

La Camera dei Deputati ha da poco approvato il testo del DDL n. 2287 Cinema e Audiovisivo il cui art. 10 prevede che la percentuale del 3% del fondo destinato al sostegno dell’industria cinematografica e audiovisiva venga destinato ad azioni di potenziamento delle competenze cinematografiche ed audiovisive degli studenti.

Icotea

Formazione concordata dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con il Ministero dell’istruzione e della ricerca scientifica oltre che interventi specifici nelle discipline del cinema e dell’audiovisivo negli istituti e nelle scuole di alta formazione artistica, musicale e coreutica. 

L’obiettivo è dunque quello di alleare forze pubbliche, sostenute da azioni nazionali, in un sistema di sviluppo orientato alle buone prassi e alla ricerca didattica, nell’ottica di valorizzare esperienze e attività inerenti le discipline del cinema e del settore audiovisivo; in particolare, la stessa L. 107/2015 spinge fortemente verso la messa a punto di un modello di sviluppo professionale dei docenti della scuola secondaria e delle università, in cui siano, reciprocamente e produttivamente, implicate le dimensioni della formazione, della ricerca e della sperimentazione didattica.

Condivisibile, se non fosse che per quanto riguarda la formazione nel settore audiovisivo e cinematografico, non troveranno impiego né i docenti attualmente in servizio, nè quelli di nuova assunzione poiché il titolo di accesso alle discipline specifiche del settore (LM 65 Scienze dello spettacolo e produzione multimediale) non rientra più fra quelli previsti dalla normativa.

Alla luce della rilevanza dei nuovi media, dello sviluppo di internet e delle altre forme di interazione visiva, in cui l’immagine é divenuta lo strumento principe di narrazione e comunicazione, lascia quantomeno stupiti l’incomprensione degli effetti che si svilupperanno dall’assenza del titolo di accesso LM 65, all’insegnamento delle discipline audiovisive, primo tra tutti, la crescente perdita del patrimonio di professionalità ed esperienza didattica costruito in questi anni nelle scuole, realizzato e verificato con il contributo messo a frutto dai singoli docenti.

Le evidenti trasformazioni della società e le sfide della globalizzazione richiedono un sistema di formazione e di educazione certamente qualificante, ma ancor più coerente con l’indirizzo strategico di respiro internazionale di crescita del nostro capitale umano e culturale.