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Scuola, stipendi dei docenti in Italia tra i più bassi del Vecchio Continente

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La situazione remunerativa del corpo docente, impegnato nella formazione, educazione ed assistenza all’apprendimento dei giovani, è tragica, se rapportata ai dati del continente europeo. Da quasi cinque anni le retribuzioni dei docenti sono ferme: il rapporto dedicato di Eurydice“Teachers’ and school heads’ salaries and allowances in Europe 2019-20” mette a confronto gli stipendi lordi annui percepiti dal corpo docente in ben 38 paesi. Nonostante le promesse passate, non è comparso alcun segno più accanto allo stipendio dei docenti. Sono molti tra questi ultimi, delle scuole di ogni ordine e grado, a chiedere a voce alta il rinnovo del contratto assieme ai rispettivi sindacati, che puntano a far inserire tale annosa richiesta nell’attuale manovra di bilancio in discussione sui tavoli dell’esecutivo Draghi. La legge di bilancio, secondo quanto dichiarato in conferenza stampa dal Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, dovrebbe includere 3,7 miliardi di euro, pari ad un fattivo aumento lordo di 107 euro per docente. Da tali stanziamenti, però, occorrerà detrarre 500 milioni di euro per le indennità di vacanza contrattuale.  

Le promesse degli esecutivi precedenti non realizzate infiammano il dibattito pubblico sulla scuola 

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La remunerazione dei docenti in tutta Europa, per via dell’innalzamento del costo della vita, per via del ruolo strategico dell’insegnante nella società e nella cultura locale, è in continuo aumento. Unico luogo, com’è oramai noto, in cui non figurano recenti aumenti è il Belpaese. Anzi, è stato inoltre applicato un taglio dello 0,5 % negli ultimi dieci anni: ciò è testimoniato dal sondaggio svolto da Eurydice, che prende in esame la situazione remunerativa del corpo docenti in tutta l’Unione Europea e di paesi euroasiatici, balcanici e caucasici. Numerosi i ministri degli esecutivi precedenti che hanno stilato promesse, interventi mirati a risanare il loop tra i docenti locali ed europei: si parlava di stipendi fino a 3.000 euro mensili (Valeria Fedeli), di battaglie feroci per l’aumento della retribuzione annuale dei docenti (Stefania Giannini), di interventi certi ed urgenti (Lucia Azzolina). Ciò, com’è possibile constatare dal risentimento, dalle proteste diffuse e dagli scioperi in corso operate dai docenti, non è stato ancora fatto realtà. 

I dati del rapporto Eurydice: peggio dell’Italia solo i Balcani

A leggere con attenzione il sondaggio offerto dall’organizzazione, gli introiti annui dei docenti italiani si aggirano tra i 22.000 e 29.000 euro, gli stessi di Francia, Portogallo e Malta. Molto di più si ottiene in Belgio, Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Austria, Finlandia, Svezia, Islanda e Norvegia, dove la remunerazione media viaggia tra i 30.000 e 49.000 euro all’anno; in Germania, Svezia e Danimarca si va oltre i 50.000 euro annui. Ciò si proporziona, in genere, con il PIL, il potere d’acquisto delle singole valute, con il costo medio della vita, decisamente più elevato per gli ultimi paesi citati. Peggiori dell’Italia, secondo il rapporto, solo i paesi dei Balcani orientali, dove si arriva fino a 9.000 euro annui (Romania e Bulgaria). In fondo alla classifica figurano solo Albania, Serbia e Turchia, dove la remunerazione è ancora più inferiore.