Home Attualità Scuole chiuse, in Italia quasi uno studente su due fa la DaD

Scuole chiuse, in Italia quasi uno studente su due fa la DaD

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Aumentano progressivamente le regioni che stanno chiudendo le scuole di ogni ordine e grado, costringendo alunni e docenti alla Didattica a Distanza.

Da domani, 17 novembre, anche in Basilicata è sospesa l’attività didattica in presenza, per tutti, fino al 3 dicembre.

Quindi, così come riporta TGcom24, ai circa 2,7 milioni di ragazzi di tutta Italia delle scuole superiori (che come sappiamo sono tutti in DaD), si vanno ad aggiungere i 400mila alunni di primaria e secondaria di I grado della Campania, i 170mila della Calabria e i 321mila delle classi II e III media delle cd. zone rosse.

Ricordiamo che, al momento, per la Campania il Governatore De Luca ha deciso che le scuole dell’infanzia e prime classi delle elementari potranno riaprire il 24 novembre, mentre tutte le altre classi della primaria e le secondarie di I e II grado dal 29. Ovviamente se la situazione epidemiologica lo consentirà.

Ad oggi, dunque, sono circa 3,6 milioni gli studenti in DaD, quasi la metà dell’intera popolazione scolastica.

Scuole aperte per gli alunni disabili e con BES

In tutto questo ricordiamo che agli studenti con disabilità certificata che non presentino condizioni di grave patologia o immunodepressione documentata, è garantita l’attività didattica in presenza.

Secondo la nota del MI esplicativa del DPCM 3 novembre, “i dirigenti scolastici, unitamente ai docenti delle classi interessate e ai docenti di sostegno, in raccordo con le famiglie, favoriranno la frequenza dell’alunno con disabilità, in coerenza col PEI, nell’ambito del coinvolgimento anche, ove possibile, di un gruppo di allievi della classe di riferimento, che potrà variare nella composizione o rimanere immutato, in modo che sia costantemente assicurata quella relazione interpersonale fondamentale per lo sviluppo di un’inclusione effettiva e proficua, nell’interesse degli studenti e delle studentesse”.

E inoltre “le medesime comunità educanti valuteranno se attivare misure per garantire la frequenza in presenza agli alunni con altri bisogni educativi speciali, qualora tali misure siano effettivamente determinanti per il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento da parte degli alunni coinvolti; parimenti, si potranno prevedere misure analoghe anche con riferimento a situazioni di “digital divide” non altrimenti risolvibili”.

In presenza anche per laboratori e PCTO

Per quanto attiene i percorsi i cui piani degli studi e quadri orari prevedono esercitazioni pratiche e di laboratorio, resta salva la possibilità di svolgere in presenza tali attività didattiche, purché formalmente contemplate dai vigenti ordinamenti e nel rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza.

Anche i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento possono proseguire, nel rispetto delle prescrizioni sulla distanza interpersonale, sull’uso dei dispositivi di protezione individuali e sull’igiene delle mani e delle superfici, nonché dei protocolli riguardanti lo specifico settore produttivo.