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Selezionare bene i Quadri dirigenti

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È stata fatta pervenire con la massima urgenza una proposta alla ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini, da Giorgio Germani, Presidente di Anquap, l’Associazione Nazionale Quadri delle Amministrazioni Pubbliche nella quale si chiede di “bandire un concorso ordinario e una mobilità professionale, di valenza triennale, per i Direttori scolastici dei servizi generali e amministrativi (Sga), riservando 750 posti al concorso e 750 posti alla mobilità”..

Una soluzione “necessaria per arginare una deriva che rischia di avere conseguenze pesanti”: “i recenti, accorati interpelli di diversi dirigenti ministeriali di alcuni Uffici Scolastici Regionali del centro nord per reclutare su tutto il territorio nazionale i Direttori Sga su posti vacanti e disponibili nelle istituzioni scolastiche delle province di Massa Carrara, Novara, Venezia e Pisa segnalano una emergenza che occorre affrontare con la massima urgenza e determinazione. Ciò al fine di evitare che il fenomeno dilaghi mettendo a serio rischio la funzionalità amministrativa e contabile delle scuole”.

 

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 “La circostanza che il fenomeno si allarghi – prosegue Anquap – è più che realistica poiché il totale dei posti vacanti e disponibili su tutto il territorio nazionale nel corrente anno scolastico è pari a 1.221 unità (su 8.072 posti in organico di diritto) e le autorizzate immissioni in ruolo pari a 216 unità hanno avuto un effetto molto parziale (poche decine di unità), stante l’esaurimento di tutte le graduatorie che potevano consentire l’immissione in ruolo”. “Si è arrivati a questa deplorevole situazione per una colpevole distrazione della politica e degli stessi vertici della burocrazia ministeriale che in oltre 16 anni dall’istituzione della categoria dei Direttori Sga non hanno mai bandito un concorso ordinario e svolto un solo concorso interno”.

“Porre rimedio alla situazione contingente nel corrente anno scolastico – conclude Germani – non è facile, ma avviare i percorsi, e le procedure, per il concorso ordinario e per la mobilità professionale verticale è un dovere istituzionale che non può essere violato”.