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22.04.2026

Educazione al rispetto e parità di genere: il Ministero stanzia oltre 3 milioni di euro per nuovi percorsi educativi affidati ad INDIRE

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha ufficialmente affidato all’INDIRE la realizzazione di due ambiziosi progetti dedicati all’educazione al rispetto e alla parità di genere, con un investimento complessivo di oltre 3,1 milioni di euro.

L’iniziativa si inserisce nel quadro del Programma Nazionale “Scuola e competenze” 2021-2027, finanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), e punta a trasformare la scuola in un presidio centrale per il contrasto agli stereotipi e alla violenza.

Due binari per il cambiamento: docenti e studenti

L’affidamento, formalizzato con un decreto del 10 aprile 2026, prevede due linee d’intervento distinte ma complementari:

  1. Supporto e monitoraggio per le scuole: un primo progetto, del valore di circa 2,2 milioni di euro, sarà focalizzato sull’accompagnamento delle istituzioni scolastiche. L’obiettivo è formare il personale docente e dirigente, analizzare i contesti locali e creare un osservatorio permanente sulle buone pratiche e sulle “lezioni apprese” in tema di parità.
  2. Studenti al centro: il secondo progetto, denominato “Educare alla parità e al rispetto: studentesse e studenti al centro del cambiamento”, riceverà un finanziamento di circa 919 mila euro. In questo caso, le azioni saranno rivolte direttamente ai giovani attraverso attività didattiche specifiche volte a promuovere la convivenza civile.

Perché INDIRE?

La scelta di affidare questi compiti all’INDIRE non è casuale. Il Ministero ha riconosciuto l’istituto come proprio ente “in house” privilegiato, citando la sua “consolidata capacità ed esperienza” nella ricerca educativa e nella formazione in servizio del personale scolastico. Grazie alle competenze maturate anche a livello europeo con l’e-learning, INDIRE è in grado di interfacciarsi rapidamente con le scuole di tutto il territorio nazionale.

Una missione a lungo termine

I progetti non saranno interventi “mordi e fuggi”: il decreto stabilisce infatti una durata massima delle attività fino al 31 maggio 2029. Questo orizzonte temporale triennale mira a garantire che l’educazione al rispetto diventi una componente strutturale dell’offerta formativa, capace di incidere realmente sulla qualità della didattica e sull’inclusività del sistema scolastico italiano.

L’operazione, coordinata dall’Unità di missione per il PNRR, punta quindi a capitalizzare le esperienze pregresse per generare un impatto duraturo sulla comunità scolastica, favorendo la diffusione di una cultura basata sul rispetto reciproco e sul superamento delle disparità.

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