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10.03.2026

Settimana corta di cinque giorni a scuola, raccolte 15mila firme. “Due giorni per recuperare il benessere psicofisico degli studenti”

Una settimana corta di cinque giorni, per alleggerire il carico di lavoro su studenti e docenti. È l’iniziativa portata avanti da Chiara Balduini, insegnante di Lingua e cultura spagnola al Liceo Scientifico e delle Scienze Umane di Urbino, che chiede di istituire la settimana corta in tutte le scuole del Paese. L’iniziativa, racconta il Corriere Adriatico, è partita con una petizione nazionale sulla piattaforma Change.org, promossa insieme a un collega veneto e indirizzata alla Presidenza del Senato e al Ministero dell’Istruzione e del Merito. L’obiettivo è ottenere una legge che renda obbligatoria la nuova organizzazione dell’orario scolastico. Secondo quanto scrive la testata, la petizione ha raccolto oltre 15 mila firme ed è stata ufficialmente assegnata alla Commissione Cultura e Istruzione, dove attende di essere esaminata.

La mobilitazione, scrive ancora il Corriere Adriatico, prosegue anche con altre iniziative, mozioni negli organi collegiali, proposte di consultazione tra famiglie e studenti, lettere ad amministratori locali, provinciali e regionali, richieste di votazioni nei Collegi docenti. Un percorso di sensibilizzazione che coinvolge sia la scuola sia il territorio. “Due giorni consecutivi di pausa permettono agli studenti di recuperare davvero dal punto di vista psicofisico e di organizzare meglio lo studio“, ha spiegato Balduini. La docente sottolinea ha sottolineato inoltre come in molti Paesi questo modello sia già consolidato. In Spagna, ad esempio, nelle scuole superiori l’orario può prevedere sette ore di lezione il lunedì e martedì, dalle 7.50 alle 14.15 con due ricreazioni, mentre dal mercoledì al venerdì si svolgono sei ore di attività.

La proposta, secondo la promotrice dell’iniziativa, avrebbe ricadute anche sulla vita familiare e sull’organizzazione della città. Molti genitori, soprattutto separati, utilizzerebbero il fine settimana per stare con i figli; inoltre la chiusura delle scuole per due giorni consecutivi consentirebbe anche risparmi nei costi di gestione e favorirebbe i weekend fuori porta. A Urbino, infine, il sabato mattina sarebbe spesso caratterizzato da lunghe file di corriere piene di studenti, con disagi anche per i turisti. Per questo la professoressa Balduino sostiene che la scuola italiana dovrebbe compiere un passo già adottato in molti altri Paesi. Un passo che anche in Italia, a suo dire, dovrebbe rappresentare la normalità.

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