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Sovraffollamento delle aule: oggi, 17 dicembre, il question time di Avs

Redazione

La domanda che viene posta al ministro è la seguente: “Invece di ridurre il numero di studenti per classe, il governo sceglie di ridurre i docenti”. Sarà vero? Attendiamo la riposta del ministro Valditara al quale l’Avs (Alleanza verdi e sinistra)  con Elisabetta Piccolotti si rivolgerà  oggi, mercoledì 17 dicembre alle ore 10.30, nell’Aula di Montecitorio durante il Question Time.
Dice l’Alleanza Verdi e Sinistra: “A causa della crisi demografica ogni anno la scuola italiana perde circa 100mila studenti. Questo dato renderebbe sostenibile la riduzione del numero di studenti per classe, permettendo di consegnare definitivamente al passato il problema del sovraffollamento, ma il governo sceglie di ridurre gli organici di docenti e collaboratori scolastici e, a tutt’oggi, negli istituti scolastici di ogni ordine e grado molte classi hanno 30 o più alunni.
“Vogliamo sapere dal governo se valuta la riduzione del numero minimo e del numero massimo di studenti per classe di ogni ordine e grado, estendendolo su tutto il territorio nazionale.
Questo perché con il cosiddetto decreto Caivano, il Governo ha derogato al numero minimo di alunni per classe nelle aree particolarmente disagiate del Mezzogiorno e con Decreto Interministeriale n. 168 del 18 agosto 2025, il Mim di concerto con il Mef, ha definito i criteri e le modalità per istituire, nell’anno scolastico 2025/2026, classi con un numero di alunni inferiore agli standard attuali per favorire l’efficace fruizione del diritto all’istruzione anche da parte dei soggetti svantaggiati, ma  parliamo di deroghe sporadiche e di numeri ancora troppo alti (un massimo di 25 alunni per la scuola primaria, 26 per la scuola secondaria di primo grado e 27 per la secondaria di secondo grado)”.

Tuttavia, come riporta Agenzia Parlamentare, l’Avs ricorda nell’interrogazione che”le classi sovraffollate generano molteplici criticità: difficoltà di gestione, riduzione del tempo dedicato a ciascun alunno, peggioramento del clima relazionale e maggior rischio per la sicurezza.
Al contrario, esperienze internazionali, dalla Finlandia alla Francia, dimostrano che le classi meno numerose favoriscono la didattica innovativa, mirata su ciascuno studente, ottenendo risultati migliori, una maggiore inclusività e aiutando a contrastare la dispersione scolastica, oltre a migliori condizioni di lavoro per gli insegnanti;
l’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81 prevede al comma 2 che le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità siano costituite con non più di 20 alunni; sempre più spesso, però, si riscontra la presenza di 3 o più alunni, anche con disabilità gravi, in una sola classe, dato il ridotto numero di classi autorizzate per anno di corso in ciascun istituto.
Tutto ciò, oltre a violare la norma, rende il contesto formativo incompatibile con le finalità dell’inclusione e lo sviluppo di una didattica innovativa e attenta ai diversi bisogni di ogni  studente e ogni studentessa”.

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