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“Stretta” in Finanziaria per l’accompagnamento ai disabili: sit-in il 7 luglio

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Sta raccogliendo molte adesioni il sit organizzato davanti a Montecitorio per il 7 luglio, a partire dalle ore 10, dalle associazioni dei disabili Fand e Fish per protestare contro i tagli previsti dalla manovra Finanziaria che ristringe i criteri per il riconoscimento della indennità di accompagnamento (anche a giovani e studenti disabili) e innalza la soglia percentuale per l`attribuzione dell`assegno di invalidità. Alla mobilitazione parteciperanno diverse associazioni, sindacati e buona parte dell’opposizione politica. Ad iniziare dal Partito democratico, che sarà presente con la presidente dell`Assemblea nazionale Rosy Bindi, con la responsabile delle Politiche per la famiglia Cecilia Carmassi e i parlamentari che si sono battuti in Parlamento contro la manovra insieme alle associazioni
“Che fine ha fatto – ha detto Carmassi – il governo della difesa della vita e delle famiglie? Solo chi è sostanzialmente in fin di vita ha diritto a misure (minime) di sostegno o all’accompagnamento? Gli altri, disabili con patologie plurime, non autosufficienti che si muovono con ausili e protesi o hanno limitata autonomia fisica o psicologica, vengono trattati come indebiti fruitori di risorse pubbliche e la loro vita non ha più garanzie in termini di qualità e dignità”.

Alla manifestazione ci sarà anche la Federazione della Sinistra: “riteniamo necessaria, mai come ora, – ha dichiarato il portavoce Cesare Salvi – la mobilitazione contro un Governo e una maggioranza che stanno facendo a pezzi lo stato sociale italiano tagliando risorse e calpestano i diritti fondamentali delle persone, comprese quelle con disabilità, che pagheranno due volte gli effetti della manovra correttiva. Infatti, da una parte la riduzione dei trasferimenti a regioni e comuni determinerà un`ulteriore riduzione di servizi e prestazioni sociali sul territorio; dall`altra, le misure barbare sull`assegno di invalidità e l`indennità di accompagnamento escluderanno tante persone con disabilità persino dalla possibilità di vivere una vita sociale dignitosa e inclusiva”. Pieno sostegno all’iniziativa è giunto anche dalla Cgil e dalla Cisl.
Intanto ha
ricevuto quasi 3.700 adesioni in poche ore la petizione `Giù le mani dai disabili’ lanciata dall’associazione Fish, sempre per denunciare l’elevazione all’85% della percentuale di invalidità, prevista nella bozza della manovra finanziaria varata dal Cdm, necessaria per ottenere l’assegno mensile di assistenza ai disabili.
Secondo l’associazione che tutela i diritti dei portatori di handicap quella che “il Parlamento sta per approvare è la peggiore aggressione, nella storia repubblicana, alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Contiene disposizioni discriminanti di dubbia costituzionalità”.
La Fish ritiene che la manovra, come emendata dal Governo, creerebbe una “illegittima disparità fra gli invalidi civili: chi ha la `fortuna’ di essere affetto da una patologia singola per la quale è prevista una invalidità del 74%, avrà l’assegno mensile anche se non raggiunge l’85% di invalidità. Chi è colpito, invece, da due patologie o menomazioni, la cui somma dà l’80 per cento, non ha diritto a nulla”.
La manovra fisserebbe nuovi criteri per ottenere l’indennità di accompagnamento che per i le associazioni di settore risultano irraggiungibili se non ci si trova in stato vegetativo: secondo la Fish “ci saranno dei nuovi esclusi: persone con sindrome di down, persone che deambulano a fatica e tra mille difficoltà (amputati, poliomielitici), persone che riescono a guidare con adattamenti, probabilmente persone che lavorano, persone che riescono a vestirsi o a mangiare, ma che magari non sanno dove sono, chi sono, dove vanno”.
Nella petizione si denuncia, inoltre, che “per godere dell’assegno sono previste altre due condizioni oltre a quella sanitaria: risultare inoccupati e iscritti alle liste di collocamento e non superare il limite reddituale annuale di 4.408,95 euro. Un limite molto basso, quindi. L’importo dell’assegno è di 256,67 euro mensili (importo 2010) per un totale annuo di 3.336,71 euro”.
La denuncia pubblica si conclude con due precise richieste: “l’abrogazione del comma 1 dell’articolo 10 del decreto legge 78/2010, e dei relativi emendamenti, che prevede l’innalzamento a 85 della percentuale di invalidità necessaria per ottenere l’assegno agli invalidi parziali; la cancellazione o il ritiro dell’emendamento del governo che rivede i requisiti medico-legali per la concessione dell’indennità di accompagnamento”. L’esito della protesta si conoscerà a breve: nei prossimi giorni la manovra dovrebbe giungere alla votazione in aula. Ed in quella sede verranno resi noti tutti gli eventuali emendamenti approvati.