Ennesimo caso di bocciatura ribaltata in promozione dal Tar. Questa volta l’episodio è accaduto al liceo Pietro Siciliani di Lecce. La notizia è riportata sul quotidiano ‘La Repubblica’. Secondo i giudici la scuola non avrebbe tenuto conto del rendimento generale della studentessa e di alcuni episodi traumatici sia familiari che personali (documentati da referti medici) che avrebbero condizionato il percorso della studentessa. Il consiglio di classe, al termine dell’anno scolastico 2024/25, ha deliberato la non ammissione della ragazza alla classe successiva (la quarta) per via di due esami di riparazione non superati.
Un percorso di studi che era stato fino a quel momento brillante (10 in diritto ed economia, 7 in filosofia, 7 in fisica, 8 in scienze motorie, 7 in storia, 8 in storia dell’arte) ma che non è bastato per la promozione.
La famiglia, dopo che la scuola aveva rigettato due istanze di annullamento in autotutela del provvedimento di bocciatura, si è così rivolta alla giustizia amministrativa.
Nella sentenza, i giudici della seconda sezione del Tar, hanno sottolineato come la scuola non abbia tenuto conto del percorso complessivo, dei progressi registrati e dell’impegno della studentessa, senza considerare gli episodi traumatici subiti. Questi ultimi avrebbero potuto portare la scuola ad attivare percorsi didattici personalizzati per permettere il recupero “globale del rendimento”. Infine, anche in sede di esami di riparazione, il consiglio di classe non deve fermarsi al giudizio delle singole materie ma condurre una valutazione generale del rendimento scolastico dell’alunno.
Grazie alla sospensiva, la ragazza potrà frequentare regolarmente la quarta classe.