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Tecnici, altro che rilancio: la riforma fa perdere iscritti!

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Le speranze di Confindustria sul rilancio degli istituti tecnici si infrangono contro i freddi numeri di uno studio nazionale della Cisl Scuola:  dopo le prime indicazioni ministeriali, un’indagine sulla scelta dei percorsi di studio nelle classi prime della secondaria di secondo grado ha infatti confermato che gli istituti liceali continuano a fare il pieno di nuovi iscritti. Incrementando, ormai costantemente, di anno in anno il numero di iscritti. A discapito di tecnici e professionali, che in modo costante continuano invece a perdere preferenze. Anzi, sui tecnici, in particolare, il decremento è stato peggiore di quanto inizialmente indicato da viale Trastevere: il Miur aveva indicato l’1,4%, mentre oggi la Cisl ci dice che siamo al 2,3%.
Nemmeno la riforma ha quindi cambiato il corso delle cose. I licei rimangono di gran lunga i preferiti, soprattutto se si considerano corsi di tipo scientifico. Nell’anno dell’attuazione dei nuovi corsi delle superiori, l’incremento delle iscrizioni ai licei ha raggiunto il 5,7%: in termini pratici, sui 586.424 studenti complessivi iscritti alle superiori, ben 271.728 allievi, il 46,3%, segue un corso di liceo. Tra i licei prevalgono di gran lunga le iscrizioni al rinnovato scientifico, che da solo ha raccolto ben 113.565 nuovi studenti; seguono il classico, con 41.174 preferenze, ed il linguistico, in crescita, dove a settembre sono approdati 33.175 studenti.
L’indagine ha rilevato che l’istruzione tecnica ha raccolto 185.484 studenti (il 31,6%), “solo in piccola parte – commenta la Cisl Scuola – dovuto alla `migrazione’ verso i licei dei corsi dell’opzione scientifico tecnologica“: i corsi che hanno più appeal sono quelli per amministrazione, finanza e marketing, prescelti da ben 69.375 studenti. Per la Cisl Scuola “è chiaro che ci troviamo di fronte ad una risposta forse inferiore alle attese sulla filiera dei tecnici, nonostante il notevole lavoro svolto dalla commissione a suo tempo incaricata di ridefinire l’identità dei percorsi di studio il cui rilancio era, oltre tutto, da tempo segnalato come forte esigenza dal mondo imprenditoriale. Evidentemente – continua il sindacato – ha pesato molto l’incidenza che sul processo di riforma hanno avuto le esigenze di contenimento della spesa, di fatto prevalenti su quelle di una razionale e coerente definizione degli assetti didattico organizzativi. Ma per l’organizzazione di via Bargoni anche “chi, come Confindustria, ha fortemente rivendicato un rilancio dell’istruzione tecnica, deve chiedersi se la scarsa offerta di sbocchi occupazionali non abbia contribuito a rendere poco appetibili i percorsi di studio così riformati“.
Un calo ancor più marcato ha riguardato le iscrizioni ai nuovi istituti professionali (-3,4%), preferiti da 129.212 studenti (22,0%), dove sembra “incidere non poco (circa il 50% della complessiva riduzione di iscritti) il passaggio degli istituti d’arte al settore liceale”: i corsi professionali più gettonati sono gli alberghieri-enogastronomici, dove sono confluiti 50.488 allievi (quasi la metà del totale).

Ma dall’indagine della Cisl Scuola emergono anche altri dati. Come l’aumento dell numero medio di alunni per classe, che rispetto all’anno precedente è passato da 24,4 a 24,7. Secondo il sindacato che ha condotto lo studio si tratta di un chiaro “incremento di 0,3 punti che conferma, rendendolo ancor più evidente, l’allineamento della nostra scuola ai parametri riscontrabili negli altri paesi europei“. Dallo studio sindacale risulta, inoltre, che rispetto all’anno precedente alle superiori si sono iscritti circa 11.500 studenti in meno : “una tendenza a diminuire – rileva il sindacato di Scrima – che appare costante dopo il `picco’ di oltre 627.000 iscritti alle prime toccato nel 2006/07“.