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Trasferimenti, la soluzione è l’uovo di Colombo: riforma infanzia e tempo pieno in primaria

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Riforma in fretta la scuola dell’infanzia, tornare al tempo scuola pre-Gelmini e attuare il tempo pieno alla primaria.

Sono i tre passaggi consecutivi che, a detta di Franco Ribaudo, deputato del Pd, farebbero risolvere a breve, diciamo in una anno, il problema degli spostamenti dei docenti dal Sud al resto d’Italia.

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“E’ realmente possibile risolvere la questione degli insegnati meridionali ‘deportati’ al nord per lavorare nelle scuole. Basta semplicemente volerlo”, sostiene il deputato.

“Il governo – continua – se vuole può risolvere il problema dei docenti che in questi giorni hanno protestato nelle piazze del meridione d’Italia perché devono trasferirsi fuori dalla propria regione di provenienza”.

Ribaudo propone una ” soluzione in tre passaggi”, che sono: “venga attuata entro l’anno, prima che scadano i 18 mesi, la delega prevista nella legge 107/2015 sul percorso formativo 0-6 anni. Ciò porterebbe alla creazione di nuovi posti di lavoro, in un territorio penalizzato come il nostro dove ancora mancano gli asili nido”.

In seconda battura, prosegue il parlamentare democratico, è bene che “il tempo scuola sia adeguato al resto d’Italia dove si raggiungono almeno 30 ore settimanali: in passato era stato diminuito dalla Gelmini per le regioni del sud”.

Infine, “si faccia il tempo pieno nelle scuole primarie, con l’orario prolungato ed il rispettivo servizio mensa di competenza degli enti locali”.

Non spetta a noi raccogliere la proposta di Ribaudo. Anche se omette il “particolare” più importante: chi e come si finanzia l’operazione? 

Facciamo, poi, solo notare che il deputato è un membro del Partito Democratico. Siamo andati a vedere, per curiosità, dove è nato il parlamentare: scopriamo che è nativo di Marineo, in provincia di Palermo. È un caso? Non crediamo. Del resto, lo avevamo preventivato: il Pd dovrà ora fare fronte alle richieste, anche al suo interno, dei tanti politici del Sud sollecitati dal “popolo” (perchè i docenti hannno famiglia e al Sud spesso è anche numerosa). Limitarsi a dire loro che l’80% dei prof è Meridionale, potrebbe non bastare.

 

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