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Trasferimenti, offese di Rondolino ai prof del Sud: il PD non può far finta di niente

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Appena Fabrizio Rondolino apre bocca, un elettore del Pd si sposta verso altre forze politiche”.

È l’amaro commento dell’on. Camilla Sgambato (PD) alle parole utilizzate su Twitter dall’editorialista de L’Unità, il quotidiano più “vicino” al partito di maggioranza, a proposito delle proteste di piazza dei docenti del Sud trasferiti su ambiti territoriali del Nord (con il giornalista che ha scritto: “se gli insegnanti del Sud che urlano in tv conoscessero l’Italiano, almeno capiremmo che vogliono…”).

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“Le sue parole sui docenti sono spesso indecenti, quelle espresse oggi contro gli insegnanti meridionali addirittura vomitevoli”, dice il 7 agosto Sgambato.

Che poi aggiunge: “Forse dovrebbe chiedere scusa, ma siccome il soggetto è geneticamente incapace di mostrare imbarazzo o senso del limite, forse dovremmo essere noi ad evitare di dare tanto spazio a personaggi come questi. In un momento così difficile per il Partito e per il Governo rispetto al tema scuola, con queste parole così stupide si compromette il grande lavoro che in questi giorni stiamo svolgendo per sostenere il progetto di riforma de la buona scuola”, riflette la parlamentare del Pd che poi chiosa:

Mi auguro che i vertici del partito intervengano per censurare immediatamente le ignobili parole del sedicente giornalista. Parole intrise di razzismo, luoghi comuni e mancanza di rispetto della dignità delle persone non hanno mai fatto parte del DNA del Partito Democratico e non possono, quindi, essere pronunciate da chi scrive su un giornale come L’Unità”, conclude Sgambato.

A questo punto, sollecitato anche da uno suo membro politico, il Partito Democratico, non può ignorare quanto accaduto sulle pagine dell’Unità, tra l’altro per la seconda volta, in un anno, contro la stessa categoria professionale: il silenzio farebbe più rumore (anche in termini di consensi, come fa notare Sgambato) di una sana presa di distanza dalle parole di chi dovrebbe fare opinione con fatti e ragionamenti, ma che invece si conferma sempre più innamorato delle etichette.

 

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