Home Personale Trattamento economico DS, basteranno i fondi della legge 107?

Trattamento economico DS, basteranno i fondi della legge 107?

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Nella giornata del 7 aprile alla VII commissione Cultura della Camera dei deputati c’è stato un Question time per il Governo, che ha risposto tramite il sottosegretario D’onghia.

Fra i vari quesiti, segnaliamo quello dell’onorevole Milena Santerini ((DeS-CD), che illustra la situazione in merito al trattamento economico dei dirigenti scolastici.

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In particolare Santerini fa riferimento al FUN, Fondo Unico Nazionale destinato ai dirigenti, che è stato nuovamente incrementato dalla riforma della “Buona Scuola”, dopo i tagli degli esecutivi precedenti.
Il sottosegretario, rispondendo al quesito, tende ad esaltare il fatto che grazie all’incremento di 142 milioni di euro, il fondo è tornato al livello cui si attestava prima che trovassero applicazione i tagli previsti dal citato decreto-legge ai fondi per il trattamento accessorio nel pubblico impiego.

D’Onghia, inoltre, precisa che “in aggiunta all’incremento permanente del fondo, il comma 86 della legge n. 107 ha previsto un ulteriore stanziamento ‘una tantum’ pari a 34,6 milioni per l’esercizio finanziario 2016 e a 10,5 milioni per il 2017. Tuttavia, parte delle suddette risorse, pari a circa 14,5 milioni di euro stanziate in via straordinaria, dovranno essere impiegate per ripianare la situazione debitoria venutasi a determinare nei pregressi anni scolastici a causa del mancato rispetto del limite di spesa fissato dal citato articolo 9”.

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L’onorevole Santerini, ricordando quindi che il fondo è stato nuovamente rimpolpato grazie alla legge 107, “auspica quindi che si confermi questo trend positivo nella piena ricostituzione delle risorse destinate al predetto fondo”.

Da un lato il Governo che grazie alla riforma rimette in sesto il FUN dei presidi. Dall’altro lato però i sindacati, come la Flc Cgil, fanno notare che i fondi previsti dalla legge 107/2015, “non restituiscono ai dirigenti scolastici i fondi contrattuali tagliati dal ‘decreto Tremonti’ e dalle norme volute dai successivi Governi e non ripristinano la retribuzione professionale media al livello degli anni precedenti al 2010. Inoltre, tali fondi verranno decurtati per l’intervento del MEF che ritiene che i dirigenti scolastici siano stati pagati troppo nel 2011/12 e negli anni successivi e saranno utilizzati in maniera differenziata per erogare retribuzioni premiali ad una parte dei dirigenti a danno degli altri. Infine, non garantiranno la stabilità delle retribuzioni che torneranno ancora a diminuire a partire dal  2016/17”.

Insomma, la situazione economica dei dirigenti scolastici sembra essere ancora ingarbugliata, in attesa del “misterioso” concorso a preside su cui il Miur ancora non ha reso noto nessuna novità ufficiale.

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