I video, come è ormai noto, duravano appena 3 minuti ognuno ed erano destinati alle scuole e comprati dal ministero dell’istruzione a un prezzo più che maggiorato.
Pubblica la notizia Il Corriere di oggi che ricorda come la gara fosse stata vinta dal consorzio (“realizzazione e trasmissione di contenuti per la tv digitale”).
Come è ancora noto, l’indagine era partita da un servizio Tv di Report della Gabanelli, su denuncia degli stessi dipendenti della società. I filmati sono stati fatti con immagini prese dal Web, realizzati con un costo di mille euro l’uno, ma il Miur li ha pagati 39 volte tanto.
Per accertare come il Consorzio abbia ottenuto i finanziamenti dal Miur, l’ex ministro Profumo aveva incaricato un perito indicatogli dal presidente del Tribunale Mario Bresciano, la cui ricostruzione è finita sul tavolo del pm Roberto Felici. Biondi, Zennaro e Giunta La Spada sono stati interrogati nei giorni scorsi in Procura.
Contestualmente, il pm sta acquisendo gli atti dell’inchiesta milanese per un raffronto sugli episodi in comune ai due fascicoli.