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Tutelare i diritti dei lavoratori della conoscenza

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Con il D.D.G 58 del 25 luglio 2013, il Ministero dell’Istruzione ha istituito i Percorsi abilitanti speciali (PAS) che hanno rappresentato un’opportunità per gli insegnanti precari che per anni hanno lavorato con contratti a tempo determinato nelle scuole ma, che per vari motivi, non erano riusciti ad ottenere l’abilitazione all’insegnamento. Requisito fondamentale per l’accesso al PAS era unicamente quello di aver prestato servizio in qualità di docente supplente con contratto a tempo determinato per almeno tre anni nelle istituzioni scolastiche statali o paritarie (D.D.G 58 del 25 luglio 2013 e D.M 23 marzo 2013). Dunque, non occorreva superare un test d’ingresso, come previsto per il TFA (tirocinio formativo attivo), ma era necessario semplicemente fare domanda e attendere che l’ateneo di riferimento organizzasse il corso. Il PAS aveva durata annuale, la frequenza era obbligatoria e si concludeva con un esame finale, con valore abilitante.

La ratio del nuovo istituto dei percorsi abilitanti speciali risiede nel riconoscimento da parte del legislatore che, se un insegnante supplente ormai lavora da anni a tempo determinato, ha sicuramente maturato esperienza nel campo dell’insegnamento.

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La nostra richiesta di un nuovo percorso abilitante, per i docenti di Terza Fascia con servizio, non è da considerare come una sanatoria, bensì come un atto dovuto rispetto a quel riconoscimento professionale stabilito da una Direttiva europea n. 36/2005, richiamata dal Miur stesso, e che ha portato all’attivazione dei PAS precedenti.

Intanto il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini dichiara che non è prevista l’attivazione di un nuovo PAS ma che provvederà a valutare il lavoro prestato anche se ancora non ha indicato le modalità. Intanto annuncia un nuovo ed ultimo TFA a gennaio con un test a risposta multipla che deciderà l’ammissione al corso abilitante. Anni di servizio soppiantati da un quiz. Così che Insegnanti che hanno lavorato nella scuola pubblica ed accumulato punteggio sul Servizio prestato, si giocheranno il loro futuro con un quiz come unica chance della loro vita professionale. O dentro o fuori! Intanto la Terza Fascia delle GI non prevede ulteriori inclusioni se non da parte di docenti abilitati. Riteniamo necessario quindi definire una fase transitoria che sani l’attuale situazione che vede migliaia di docenti con anni di servizio ma senza abilitazione, evitando ulteriori disparità rispetto ai colleghi che hanno visto riconosciuta la possibilità di seguire un percorso abilitante speciale.

Noi Docenti di Terza Fascia abbiamo firmato registri, interrogato e valutato alunni, siamo stati nelle commissioni d’esame. Abbiamo accettato supplenze su due o più scuole anche a distanza di chilometri tra loro, pur di fare punteggio sul servizio prestato per andare avanti e lavorare! Perché questo ci chiedeva la Scuola Pubblica. Vale ricordare che non è consentito, ai sensi del nostro ordinamento giuridico, l’esercizio di una professione regolamentata a personale sprovvisto di regolare abilitazione allo svolgimento della stessa, quindi o siamo abilitati o gli atti da noi firmati sono nulli. Saremmo quindi “possessori di titoli validi allo svolgimento della professione docente” idonei ma non abilitati secondo lo Stato italiano, un controsenso.

Ora, chi non è riuscito a partecipare al PAS ultimo scorso, per la mancanza dei requisiti richiesti per l’ammissione, ma nel frattempo maturati, oppure per mere questioni economiche, si vede tagliato fuori da ogni possibilità se non tentare la roulette russa dei quiz.

Infine la Legge 107/2015 non consentirà la partecipazione al concorso ai non abilitati. Quindi chi ha garantito con il proprio lavoro il corretto funzionamento di un’istituzione indispensabile per uno Stato civile, ora vede negato il diritto al lavoro, al concorso, al proprio futuro.

 

Pertanto, come associazione “Docenti per i Diritti dei Lavoratori” chiediamo:

 

1 –  di essere convocati urgentemente presso il MIUR per esporre le nostre posizioni con i dirigenti del settore;

2 –  il riconoscimento dell’abilitazione all’insegnamento per quei docenti con tre anni di insegnamento (180 giorni per tre annualità) in accordo con la Direttiva europea n. 36/2005;

3 –  la predisposizione di un percorso abilitante con cadenza annuale – per un periodo transitorio di anni 5 – che possa consentire l’abilitazione di tutti i colleghi docenti attualmente inseriti in Terza Fascia delle GI che conseguiranno punteggio su servizio pari 360 giorni, così come affermato dalla sentenza n. 2750/15 del Consiglio di Stato.

4 – di favorire lo scioglimento della riserva per i docenti abilitati e abilitandi, tramite PAS (aa.ss. 2013/2014, 2014/2015, 2015/2016), come da sentenza del Consiglio di Stato.

Abbiamo deciso di impiegare lo strumento associativo, per rappresentare le nostre istanze, perché siamo certi dell’utilità di una fase proficua di confronto tra Istituzioni e una categoria di Lavoratori fortemente penalizzata dalla Legge 107/2015.

Tale legge, nel suo impianto di modifica complessiva del sistema d’istruzione, necessita, a parere della nostra categoria di lavoratori precari della scuola, di una rimodulazione al fine di azzerare il precariato con gradualità, senza cancellarlo con un colpo di spugna come invece accade ora, riconoscendo la professionalità dei Docenti di Terza Fascia già inclusi in G.I.