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19.11.2025

Una vita per l’inclusione: in ricordo di Mirella Antonione Casale, la docente che fece eliminare le classi differenziali

Carmelina Maurizio

Quasi centenaria, nata a Torino nel 1925, dopo una lunga vita spesa ante litteram per l’inclusione, si è spenta l’ex docente e poi preside Mirella Antonione Casale, piemontese, da anni residente nelle Valli del Pinerolese, a sud ovest del capoluogo torinese.

Mirella Antonione Casale è a 360 gradi una figura fondamentale nell’evoluzione della scuola italiana, è lei infatti una delle prime docenti ad avere aperto con le sue azioni e le sue battaglie la strada per l’inclusione, figura di riferimento negli anni 60 e 70, quando cominciarono le prime lotte per la difesa dei diritti dei bambini con disabilità per la loro inclusione nella scuola. Casale si allineò alle posizioni di don Milani, a quelle di Franco Basaglia, lottando per annullare il concetto di segregazione, battendosi per abolire le classi differenziali e speciali, dove i bambini venivano abbandonati senza nessuna prospettiva di miglioramento.  

Partendo dalla sua esperienza personale Mirella Antonione Casale, madre di una figlia con bisogni speciali dovuti ad una malattia insorta nell’infanzia, aprì un centro diurno come azione promossa grazie all’impegno e al supporto dell’associazione Anffas (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità). Contemporaneamente intraprende il cammino che porterà all’inserimento dei bambini nella scuola pubblica, collaborando con le strutture socio-sanitarie, il coinvolgimento delle famiglie, la formazione del corpo docenti e l’introduzione di figure specifiche come gli insegnanti di sostegno. 

Successivamente Mirella Antonione Casale si occupò del futuro dei bambini con disabilità dopo la scuola dell’obbligo, ovvero la formazione professionale e l’inserimento lavorativo, promuovendo la disponibilità di centri diurni e residenziali per i più gravi, attraverso azioni e impegno a favore di quella che sarebbe diventata la Legge 104/92.

Le classi differenziali

Casale è stata la promotrice di quella che giustamente molti considerano una delle riforme più importanti per l’istruzione in Italia la legge 517 con cui nel 1977 vennero eliminate le classi differenziali. Non vennero invece abolite le classi speciali, presenti in numerose scuole paritarie cattoliche.

Dopo quasi 50 anni dalla legge, la gestione del sostegno alunni disabilità è al centro di un acceso dibattito nel mondo della scuola, alimentato da un recente dato che evidenzia un forte malcontento tra i docenti e gli educatori nell’area del sostegno. A porre molti interrogativi sulla questione sono gli stessi insegnanti interpellati dalla casa editrice “Erikson”, che proprio in questi giorni a Rimini ha illustrato i risultati di un sondaggio: più di un insegnante su quattro è a favore di classi e scuole speciali, su un campione di 833 intervistati. Quasi il 30% dei docenti intervistati si è espresso a favore di un ritorno alle classi differenziali, dedicate unicamente agli studenti con bisogni speciali. Dato in crescita rispetto al 2023 e pertanto durante il convegno a rispondere alla domanda “Cosa è successo in questi due anni per avere un dato così differente sulle classi speciali?” è stato Dario Ianes, docente alla Libera Università di Bolzano, promotore della ricerca, “Si è erosa la fiducia nel valore dell’inclusione. Se un alunno ha una disabilità grave si pensa a una scuola speciale; se la difficoltà è media si opta per una classe speciale in una scuola “normale”; se parliamo di una disabilità lieve i docenti preferiscono la soluzione inclusiva in aula. Quando si affrontano casi con gravi deficit cognitivi sono in molti a chiedersi se l’inclusione sia davvero la soluzione migliore”. 

La classe degli asini (2016)

Dalla vita e dalle battaglie di Mirella Antonione Casale è nato nel 2016 il film RAI “La classe degli asini” prodotto da Matteo Levi, per la regia di Andrea Porporati, che racconta l’Italia quando bambini con disabilità o considerati “diversi”, venivano relegati nelle classi differenziali; il film narra la lotta per l’inclusione partendo dalle parole di Mirella Antonione Casale “La missione di un educatore è di trasmettere agli alunni un ideale di futuro”, quel futuro che lei in prima persona come madre, docente e poi preside metterà in pratica ogni giorno della sua lunga vita.

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