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Università, l’ultima assunzione in famiglia prima della norma anti-parentopoli

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Uno dei ‘cavalli di battaglia’ della riforma dell’Università, ad un passo dall’approvazione finale, è sicuramente quello che riguarda la norma che ostacola la cosiddetta parentopoli: il `giro di vite’ sui nepotismi accademici prevede, d’ora in poi, che per partecipare ai concorsi i candidati non potranno avere parentele, fino al quarto grado, con professori appartenenti al dipartimento o alla struttura che effettua la chiamata. E lo stesso grado di incompatibilità parentale varrà anche per il rettore, il direttore generale o un consigliere d’amministrazione dell’ateneo.
Il 21 dicembre, un quotidiano romano ha pubblicato una notizia che confermerebbe la reale intenzione del legislatore di combattere una vera e propria piaga del nostro sistema accademico: con una tempestività a dir poco sospetta, alla vigilia dell’approvazione definitiva del ddl di riforma Gelmini a Palazzo Madama, il Rettore dell’ateneo di Tor Vergata, Renato Lauro, 71 anni, che è anche preside della Facoltà di Medicina, ha assunto come professore associato un parente a dir poco ‘stretto’: la nuora. Si tratta dell’ormai ex ricercatrice Paola Rogliani, promossa a titolare della cattedra di Malattie dell`apparato respiratorio. Una promozione che andrebbe ad aggiungersi a quella del figlio dello stesso rettore, Davide Lauro, 41 anni, professore ordinario di Endocrinologia, e del nipote, Alfonso Bellia, ricercatore di medicina interna.
“Sono concorsi regolarmente banditi nel 2008 – spiega il Rettore interpellato sull’assunzione della nuora – quando io non ero ancora rettore. Inoltre, faccio notare che la legge Gelmini, non ancora approvata, non abolisce i professori, stabilisce solo che i ricercatori sono una qualifica ad esaurimento. Per gli stessi bandi – continua il rettore – sono stati chiamati già una ventina di vincitori di concorso. Ma vincere non vuol dire prendere servizio visto che ci sono, come è noto, problemi di budget”. Così la promozione a prof è giunta a 48 ore dall’approvazione della norma blocca-parentopoli: una mera casualità?