Home Archivio storico 1998-2013 Riforme Valutazioni internazionali, l’ira dei giovani padani: Italia a due velocità

Valutazioni internazionali, l’ira dei giovani padani: Italia a due velocità

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I rapporti internazionali Pirls e Timss, con le conoscenze dei nostri giovani nella matematica che migliorano, mentre peggiorano un po’ tutte le altre, soprattutto in quarta elementare,   
peraltro già commentate su questo sito giornalistico tornano a far accendere la polemica leghista sulle scuole del Nord e del Sud Italia. “Leggere alcune agenzie che ribattono pedissequamente una generalizzata decadenza della scuola italiana è sconcertante: i dati dimostrano che le Regioni del Nord hanno punteggi ben sopra la media richiesta”, ha detto Lucio Brignoli, coordinatore federale del Movimento giovani padani.
“Purtroppo lo squilibrio Nord-Sud parte già dalle scuole elementari – ha osservato Brignoli – Questo è un Paese a due velocità e merita una struttura organizzativa federalista, dove i meriti di alcuni non vengano affossati dai demeriti di altri. Se i test al Sud danno risultati sconcertanti in molte materie, a partire dalla matematica, è perché non viene attuato nessun controllo sui docenti e sui programmi”.
“Ancora una volta un istituto internazionale di statistica certifica quello che gli Studenti Padani e la Lega Nord dicono da molto tempo: in Italia è in corso un atto di razzismo scolastico tra Sud e Nord – ha detto anche Filippo Frigerio, coordinatore Federale degli Studenti Padani – Se da un lato i 100 e lode agli esami di maturità si concentrano al Sud, dall’altro lato le statistiche internazionali dimostrano inequivocabilmente come i punteggi del Nord siano decisamente sopra alla media italiana”.
Frigerio si è chiesto “com’è possibile che gli studenti meridionali si dimostrino intelligenti e brillanti solo quando le valutazioni vengono fatte da insegnanti locali e non quando le valutazioni sono fatte da un organismo indipendente?”. Per Frigerio occorre quindi abolire “quell’assurdità tutta italiana che è il valore legale del titolo di studio, una battaglia di civiltà che noi portiamo avanti da molti anni, ma che non viene appoggiata da nessun altro partito, o movimento politico, probabilmente per un mero calcolo elettorale”.
Se così fosse, se il timore fosse quello di perdere i consensi dei cittadini, allora anche stavolta (a poche settimane dalle elezioni politiche), non sarà di certo possibile affrontare la eventuale discrasia che tanto sonno fa perdere ai giovani politici della Lega Nord.