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Videogame e minori

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Il 23% dei genitori invece giudicano i messaggi dei media contraddittori rispetto ai propri sforzi educativi, ma secondo Censis sei su dieci dicano di utilizzare i contenuti dei media come stimolo per dialogare di più con i figli.
Tuttavia, scrive Avvenire, un terzo degli adulti passa davanti ai giochi offline tre ore al giorno e il 2% anche il doppio, mentre la metà degli adulti cerca svago per almeno due ore al giorno e un altro 23% fino a 4.
Il 65% dei genitori inoltre ammettono di controllare assiduamente pc e il 70% i videofonini dei figli, per la consapevolezza del loro ruolo educativo, mentre il 62% temendo la correlazione tra i contenuti e lo sbandamento morale. Quattro genitori su dieci chiedono a gran voce persino una tv più pedagogica, oltre che maggiori strumenti che li aiutino a controllare i ragazzi online.
Per i giovani però le cose non starebbero così. Dice il Censis che, su oltre 500 bambini intervistati, appena il 4,7% guarda la tv in solitaria, ma il 40% dei giovanissimi ha una tv personale, fuori dunque dai controlli, con cui la metà di loro accede ai palinsesti della rete in autonomia.
Tuttavia il 29% dei ragazzini ha paura che venga lesa la loro privacy, mentre il 23% che si finisca dipendenti da e-com­merce e poker online e il 21% invischiato in traffici illegali.
E cosa vorrebbero non vedere più in tv? Certamente programmi come il Grande Fratello, ma preferiscono Amici e I Simpson, mentre oltre il 50% grida basta alle volgarità, violenza e superficialità.

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