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Violenza sessuale e aggressioni a scuola: a processo un bidello dell’istituto

Redazione

Il tribunale di Roma ha disposto il rinvio a giudizio per un bidello di 47 anni in servizio presso l’istituto scolastico. L’uomo è chiamato a rispondere di accuse gravissime: violenza sessuale aggravata e abuso dei mezzi di correzione ai danni di due diverse alunne della scuola.

I fatti nell’ottobre 2024

Secondo la ricostruzione della Procura e riportato dal Corriere, la prima aggressione risale all’ottobre del 2024. La vittima è una studentessa di 13 anni. Mentre la ragazza si trovava in compagnia di alcuni compagni di classe, il bidello si sarebbe avvicinato e, facendo attenzione a non farsi notare da docenti o colleghi, l’avrebbe molestata palpeggiandola. La giovane, rimasta pietrificata dal trauma, non è riuscita a reagire immediatamente, mentre l’uomo si allontanava rapidamente per evitare conseguenze. Solo alcune settimane dopo, grazie al sostegno della madre, la studentessa ha trovato la forza di denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine.

L’anno successivo un’altra aggressione

Il secondo episodio contestato all’uomo sarebbe avvenuto nel gennaio del 2025 ai danni di una studentessa di 16 anni. In questa occasione, il collaboratore scolastico avrebbe intimato alla giovane di stare in silenzio e, di fronte alle rimostranze della ragazza, avrebbe reagito con violenza fisica. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe stretto le mani intorno al collo della sedicenne, spingendola con forza contro un muro. La giovane, in preda al terrore e tra le lacrime, lo avrebbe implorato di fermarsi prima che l’uomo decidesse finalmente di lasciarla andare.

Le aggravanti e il procedimento giudiziario

Il pubblico ministero contesta all’imputato non solo il reato di violenza sessuale, ma anche le aggravanti dell’abuso di autorità e della minore età della vittima nel primo caso. Per quanto riguarda l’aggressione alla sedicenne, il bidello dovrà rispondere di abuso dei mezzi di correzione. Il quarantasettenne dovrà ora comparire davanti ai giudici per difendersi dalle pesanti imputazioni che gravano su di lui.

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