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W il preside elettivo: l’esito del nostro sondaggio

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Nel ribadire che i nostri sondaggi non hanno valore scientifico ma solo indicativo, perché servono a tastare il polso dei docenti che ci seguono sul nostro portale, tuttavia l’esito della nostra indagine è inequivocabile: la stragrande maggioranza vorrebbe eleggersi il preside in piena autonomia, nella convinzione, ormai diffusissima: meglio un preside eletto a tempo che un dirigente, magari fellone, per concorso ma a vita.

E infatti quasi 8 docenti su 10 preferiscono nominarsi da loro stessi il preside, insieme al personale, e se costui si facesse prendere da vertiginose altezze reali di potere o amministrasse la didattica e i compiti della scuola secondo parametri tutti suoi, come talvolta accade con taluni dirigenti, alla prossima elezione se ne tornerebbe in classe, al lavoro usato. Non avviene così nell’università o nei comuni? E perché a scuola no? O forse che un sindaco è più preparato di un docente già fornito di laurea?

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Ma non solo, in questo modo lo Stato risparmierebbe, non solo nei costi per i concorsi, dall’esito sempre incerto, sia per la effettiva preparazione dei candidati che per l’oggettività delle prove, ma anche nella politica degli accorpamenti che in questo modo si potrebbero evitare, visto che il preside elettivo godrebbe solo di una indennità.

Tre nostri lettori su 10, degli oltre 1500 partecipanti al test, sono invece contrari, pari cioè al 23%; mentre pochissimi, l’1,3%, gli astenuti, quelli che confessano di non sapere scegliere fra le due opzioni.

E di fronte a questi numeri, seppure nati senza velleità ultimative, sarebbe pure il caso che si continuasse a ragionare, riprendendo il discorso da dove il sindacato della Gilda l’aveva lasciato.

 

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