Home Didattica 30 studenti offline per 7 giorni: un’altra… vita

30 studenti offline per 7 giorni: un’altra… vita

CONDIVIDI

L’eccessiva  dipendenza da Internet e smartphone tra i giovanissimi si cura con l’astinenza. Questo l’esperimento proposto (e portato a termine) in due classi dell’Istituto tecnico Dagomari di Prato, dove sia gli studenti che il professor Marcello Contento, 35 anni docente di Economia Aziendale, hanno messo via i cellulari per una settimana di disintossicazione. Il risultato? I ragazzi non solo hanno scoperto che esiste una vita oltre lo schermo, ma anche che può essere molto più divertente. E con meno dolori al collo. Tanto che gli stessi studenti hanno chiesto al prof di prolungare l’esperimento. “Vedremo, per ora sono molto stanco. Non è stata una passeggiata”, confessa all’Agi il professor Contento. 

Tutto è iniziato lunedì 15 maggio: prof e un trentina di studenti, per alcuni dei quali il primo giorno è stato il più duro. Alcune studentesse hanno pianto. Non riuscivano ad accettare l’idea di staccarsi dal loro mondo. E tra le lacrime è finito anche l’esperimento, ma per il motivo opposto.

ma dopo la sofferenza iniziale, i ragazzi hanno iniziato ad apprezzare la vita senza social tanto da proporre al prof di inaugurare una nuova settimana di disintossicazione. 

“La nostra non vuole essere una demonizzazione del cellulare”, sostiene Contento. “Il mio scopo è quello di far conoscere ai nativi digitali l’esistenza di una vita diversa. Meno social”. E il prof sembra proprio essere riuscito nel suo intento, perché la percezione avuta da tutti gli studenti è che “il tempo si sia dilatato”. 

 

{loadposition carta-docente}

 

“Ho buttato giù un centinaio di pagine. L’esperimento diventerà un diario vero e proprio che verrà pubblicato tra qualche tempo. Alcuni genitori sono venuti a ringraziarmi”, conferma Contento. “Questo Paese si cambia con i piccoligesti, con gli esempi. E se i miei ragazzi avranno un rapporto migliore con i familiari, potrò dire di aver insegnato loro qualcosa di importante”.