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46 milioni di persone vivono in schiavitù

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Nel mondo si contano attualmente 45,8 milioni di cosiddetti ‘schiavi moderni’, persone che vivono cioè una condizione di schiavitù, obbligate a lavorare senza essere pagate, vendute per essere sfruttate sessualmente, nate in servitù, bambini costretti a combattere sui campi di battaglia. Nel 2014 il numero di schiavi nel mondo era di 35,8 milioni. A dirlo, fornendo le cifre è il Global Slavery Index

Il numero più alto è stato registrato in India, dove sono 18,3 milioni gli esseri umani costretti a fare i lavoranti domestici, a svolgere lavori manuali, mendicare, essere sfruttati sessualmente, a fare i bambini soldato. I 18,3 milioni corrispondono all’1,4 % della popolazione del paese, un tasso che fa risultare il paese al quarto posto nella lista di quelli che hanno più alte percentuali di schiavi rispetto alla popolazione.

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La classifica del rapporto colloca in cima, in termini assoluti, l’India, dove 18,35 milioni di persone vivono in stato di schiavitù, seguita da Cina (3,39 milioni), Pakistan (2,13 milioni), Bangladesh (1,53 milioni) e Uzbekistan (1,23 milioni). 

Insieme, questi cinque Paesi rappresentano quasi il 58% della popolazione schiavizzata mondiale, 26,6 milioni di persone. In termini relativi, cioè in rapporto alla popolazione, il Paese che risulta avere un’incidenza maggiore di schiavi è la Corea del Nord, con il 4,37%.

 

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Il Paese più operoso per contrastare lo sfruttamento estremo e in favore delle vittime, come risulta alla Walk Free Foundation, è l’Olanda, seguita da Stati Uniti, Regno Unito, Svezia e Australia, in una classifica in cui l’Italia non figura fra i primi, ma solo al 42/o posto.  

“Sradicare la schiavitù – ha sottolineato la Walk Free Foundation – è giusto moralmente, politicamente, da un punto di vista logico ed economico. Attraverso un uso responsabile del potere, della forza di convinzione, della volontà collettiva, possiamo portare il mondo verso la fine della schiavitù”.