Home Attualità 9 giugno manifestazioni scuola. Lo scontento sulle assegnazioni provvisorie

9 giugno manifestazioni scuola. Lo scontento sulle assegnazioni provvisorie

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Rimettere al centro il Patto per la scuola sconfessato dalla gran parte degli articoli del Decreto Sostegni bis. Questa la richiesta dei sindacati che oggi, a scuole chiuse nella maggior parte del Paese, scendono in piazza. Alcuni gruppi organizzati sono già per le strade, in piena protesta, altri si muoveranno a partire dalle ore 15. Protagoniste delle manifestazioni nelle principali piazze italiane le sigle sindacali FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e ANIEF.

I motivi della protesta

Come riferisce il nostro direttore Alessandro Giuliani, l’obiettivo della protesta è quello di sensibilizzare il Governo e i gruppi parlamentari a modificare il decreto, rispettando i “contenuti del Patto per la Scuola al centro del Paese, sottoscritto dalle Confederazioni a Palazzo Chigi il 20 maggio”.

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Il Patto per la Scuola – sostengono le cinque organizzazioni – riconosce l’impegno profuso da tutto il personale durante la pandemia. Ora questo riconoscimento va concretizzato e tradotto in misure e interventi che assicurino stabilità e continuità al lavoro e il regolare avvio dell’anno scolastico il primo settembre con l’ascolto del mondo della scuola”.

“Bisogna cambiare profondamente le misure sul reclutamento con l’assunzione dei precari chiamati dalla prima e seconda fascia delle graduatorie delle supplenze, superare i blocchi sulla mobilità del personale ripristinando l’assegnazione provvisoria annuale, rafforzare gli organici del personale docente, educativo ed ATA, ridurre il numero di alunni per classe”.

Le assegnazioni provvisorie e il diritto alla famiglia

Tra le questioni più spinose registrate dai nostri collaboratori, presenti sul territorio, anche i nuovi vincoli che trattengono i docenti nella stessa scuola per tre anni e le difficoltà a ottenere le assegnazioni provvisorie. Diritto alla famiglia, urlano i manifestanti, costretti lontano da casa dalle norme volute dal Ministero dell’Istruzione.

Spiega il nostro esperto di normativa scolastica Francesco Orecchioni: “Nessuna deroga o diversa disciplina viene prevista per le assegnazioni provvisorie e ciò appare decisamente sbagliato. Com’è noto, l’istituto dell’assegnazione provvisoria è utilizzabile esclusivamente per motivi di carattere familiare (ricongiungimento/riavvicinamento al coniuge, ai figli o ai genitori). Diritti di rango costituzionale – ci ricorda – sanciti dagli articoli 29 e seguenti della Costituzione, quali la tutela della famiglia (art.29), il diritto/dovere di mantenere, istruire ed educare i figli (art. 30)”.

E commenta: “L’intervento operato sulla scuola dal decreto sostegni-bis, pur prevedendo un alleggerimento del vincolo quinquennale, passato da 5 a 3 anni, lascia con l’amaro in bocca decine di migliaia di docenti”.