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90 bimbi in classe? Può accadere

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“Io chiuderei per sei ore uno di questi signori in una stanza con 25 bambini: poi vediamo come esce”: è facile proporre l’aumento delle ore lavorative da 6 a 7 ore al giorno, ma “noi non siamo come gli altri, il nostro è un lavoro diverso”.

Ma a capire la specificità del lavoro dei docenti sono in pochi e infatti con il nuovo contratto «una maestra rischierà di restare sola con 90 bambini».

È quello che succederà, riporta Il Corriere della Sera, alla materna Mary Poppins di Colli Aniene, zona tra la Tiburtina e viale Palmiro Togliatti. Novantuno bambini in 4 classi per 8 maestre (più due di sostegno) con orario dalle 8 alle 16 e 30. Oggi le insegnanti accolgono i piccoli ogni mattina al di là del cancello rosso (rotto) di via Cesare Massini.

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Ma quando entrerà in vigore la riforma del salario accessorio con il nuovo contratto (e i nuovi orari), le cose cambieranno. «Una di noi si troverà da sola la mattina con 90 bambini da far entrare all’asilo». Oppure, «se ci sarà una maestra malata, tutti i piccoli della sua sezione dovranno essere spostati nella classe vicina insieme agli altri». E alla Mary Poppins di Colli Aniene ogni sezione conta almeno 25 bambini.

E le maestre sono preoccupate, perché «il nostro è un lavoro delicato, non come quello di tutti gli altri, stare con i bambini è bellissimo, ma la qualità del servizio è fondamentale e non si può pensare solo all’aspetto burocratico per risparmiare».

Perché con il nuovo contratto l’orario si allunga da 6 a 7 ore al giorno, cui vanno aggiunti i corsi di aggiornamento obbligatori, mentre si ragliano le supplenze brevi: se una maestra è malata, saranno le colleghe a doversi occupare dei suoi bambini. “Ma dopo che sei stata 6 ore con i tuoi – si chiede una maestra – che lucidità puoi avere per seguirne altri che non conosci?”. Oppure, come accade da tempo in molte materne romane, tutti i bimbi vengono messi insieme nella stessa classe con il risultato di una maestra e oltre 40 piccoli.

 

 

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Ma preoccupati, aggiunge il Corriere, anche i genitori: “Come possono le insegnanti gestire tanti bimbi così piccoli tutti insieme? E la sicurezza?”.

Sono arrabbiati: “Uno di questi giorni chiamiamo i carabinieri”. Anche perché alla Mary Poppins di Colli Aniene da tempo il cancello rosso è rotto, “chiunque può entrare” e proprio qualche giorno fa, racconta una mamma, “mentre i bambini erano in cortile, un barbone si aggirava lì davanti, facendo i propri bisogni all’aperto”. Non solo. Da anni alla Mary Poppins non c’è una dirigente. Le maestre più anziane si occupano anche delle questioni burocratiche. “Siamo ormai autonome, non ci lamentiamo, in noi c’è tutta la buona volontà di fare e non ci tiriamo indietro: solo che ora ci hanno dato in mano questa patata bollente da gestire senza dirci cosa fare”.

E se questo è un caso che viene alla luce, quanti altri non vengono riportati dalla stampa?

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